Scuola materna in anticipo, sì o no?

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    Asilo in anticipo

    Scuola materna in anticipo, sì o no? Una domanda che si pongono molti genitori alle prese con le difficili scelte educative e formative dei loro figli. La legge, in particolare, consente ai piccoli che non hanno ancora compiuto i tre anni di età di iniziare la scuola dell’infanzia a patto che il compimento del terzo anno avvenga entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. C’è chi è un forte sostenitore dell’anticipo a tutti i costi, all’asilo come alla scuola elementare e chi, al contrario, la ritiene una scelta controproducente. Meglio provare a fare un po’ di chiarezza.

    Ogni bambino è a sè

    Una decisione, quella se mandare o meno il bimbo alla scuola materna in anticipo, che merita una riflessione seria e un ragionamento ben ponderato. Innanzitutto, è fondamentale che i genitori considerino attentamente alcuni aspetti, soprattutto legati alla personalità e al carattere del proprio figlio. Perché forzature e scelte a prescindere dal vero protagonista del percorso formativo rischiano di rivelarsi davvero pericolose. È importantissimo capire le sue esigenze, evitare di forzarlo, affrettando inutilmente i tempi, perché si rischia di ottenere effetti deleteri, come la chiusura del piccolo o la paura e l’ansia ogni mattina prima di andare all’asilo.

    Da analizzare il carattere del piccolo e le sue potenzialità. Un bimbo particolarmente curioso e indipendente, sia verbalmente sia socialmente, che ha già frequentato l’asilo nido, che ama stare e interagire con gli altri, è sicuramente un piccolo bisognoso di imparare e di fare esperienze nuove. In questa eventualità la scelta della scuola materna a due anni è consigliabile, perché rispecchia in pieno le necessità del bambino, che ha voglia di sperimentare cose nuove, di apprendere, di comunicare e di aprirsi verso nuove persone e nuove conoscenze.

    Quando, invece, ci si trova davanti a un bambino introverso, tendenzialmente chiuso e poco proteso verso le novità, ancora poco indipendente sia verbalmente sia socialmente, meglio non affrettare i tempi. Meglio aspettare a inserirlo nella scuola materna. Perché il rischio è di forzare i suoi ritmi, invece di assecondarli, alimentando insicurezze e frustrazioni, chiusura e introversione.

    I pro e i contro dell’ingresso anticipato

    Come in ogni scelta che si rispetti, anche quando si tratta di decidere se inserire in anticipo o meno il piccolo alla scuola materna ci sono una serie di pro e contro da considerare, di vantaggi e svantaggi da non sottovalutare.

    Tra i pro, ci sono alcuni aspetti pratici, come la maggiore gestibilità di un pargolo alla materna da parte dei genitori lavoratori, ma non solo. Il bambino sviluppa ulteriormente la sua capacità di comunicare con gli altri, di interagire con i coetanei e con gli adulti, uscendo, in questo modo, dall’egocentrismo, per aprirsi verso il mondo esterno, rispettando anche spazi ed esigenze degli altri. Comincia a provare affetto anche per coetanei e altre figure di riferimento diverse dai componenti della sua famiglia, si approccia alla diversità alla necessità di condividere e di essere altruista. Inizia a imparare quanto è importante il rispetto delle regole alla base di una convivenza civile con gli altri.

    Tra i possibili contro ci sono i segnali di disagio del piccolo che non vanno sottovalutati. Quando il piccolo, per esempio, somatizza la nuova esperienza in modo negativo, con mal di pancia o dolori alla testa la mattina prima di andare all’asilo, è consigliabile provare a parlare con lui per capirne le motivazioni. Per i bimbi particolarmente sensibili, poi, meglio calibrare con cautela l’inserimento anticipato all’asilo, alternando i giorni di frequenza con giornate a casa con la mamma, per gratificarli e permettere loro di abituarsi gradualmente alla nuova esperienza.