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Scarlattina nei bambini: sintomi, incubazione, terapia e quanto dura

Scarlattina nei bambini: sintomi, incubazione, terapia e quanto dura

Una fra le più comuni malattie infettive esantematiche, la scarlattina è molto contagiosa soprattutto fra i bambini che frequentano scuole e palestre, ma gli adulti e sopratutto le mamme e i papà che non l'hanno mai contratta devono prestare particolarmente attenzione ai sintomi perchè ci si può ammalare anche da adulti. Scopriamo quanto dura il periodo dell'incubazione quando non vi sono sintomi ma si è contagiosi e quanto dura la malattia

da in Malattie, Salute bambini
Ultimo aggiornamento:

    La scarlattina nei bambini è un’infezione causata dal batterio dello streptococco beta emolitico del gruppo A. Ma quali sono i sintomi che ci devono mettere in allerta? Qual è il periodo di incubazione dal momento del contagio? Quale terapia va seguita per arrivare alla guarigione? Ma soprattutto, una volta contratta, quanto dura questa malattia così diffusa fra i bambini in età scolare, ossia con età compresa fra i 5 e i 15 anni, ma che può colpire anche gli adulti?

    La scarlattina è una malattia molto contagiosa che colpisce soprattutto i bambini fino a 12 anni di età. Essa ha origine da un batterio, lo Streptococco, contro il quale non esiste un vaccino. Il miglior metodo di prevenzione rimane quindi quello di non avvicinarsi alle persone infette, cosa difficile che si realizzi perché si è contagiosi anche prima che la scarlattina si manifesti.

    Il periodo di incubazione della scarlattina dura da 1 a 5 giorni massimo dal momento del contagio, dopo i quali si iniziano a vedere i sintomi iniziali della malattia.
    La scarlattina si manifesta inizialmente con:

    • febbre
    • mal di testa
    • mal di gola provocato da tonsille molto infiammate che provocano dolore durante la deglutizione

    Solo dopo due giorni, a volte anche sette, la scarlattina esordisce con le tipiche eruzioni cutanee di colore scarlatto e ruvide. Inizialmente compaiono sul collo, le ascelle e l’inguine, per poi diffondersi su tutto il corpo.
    La particolarità del rush cutaneo è che quando si preme sulle zone arrossate, esse diventano bianche e come per le altre malattie esantematiche può comparire anche il prurito.

    Lingua con la scarlattina

    Uno dei sintomi principali è anche riferibile alla lingua che con la varicella viene ricoperta da puntini rossi e da una caratteristica patina bianca.

    scarlattinosa

    Altro sintomo caratteristico è la comparsa della “maschera scarlattinosa” sul viso, ossia un rossore generale ad esclusione delle zone intorno agli occhi e al naso.
    Da segnalare che i bambini che contraggono la scarlattina in forma leggera possono essere senza febbre e avere eruzioni cutanee meno evidenti, ma non per questo risultano essere non contagiosi.

    Il massimo della contagiosità si ha nella fase acuta, ossia quando compaiono l’esantema e la febbre si alza. In questo momento la malattia può diffondersi da un bambino all’altro per via aerea tramite le goccioline di saliva espulse con gli starnuti o i colpi di tosse.
    Dopo 48 ore di terapia con antibiotico il bambino non è più contagioso e può uscire dal suo isolamento casalingo.

    I picchi epidemici della scarlattina si registrano nei mesi autunnali e in quelli primaverili.

    La scarlattina si presenta solitamente con una febbre che può superare anche i 39°C della durata da 3 a 5 giorni, che scompare dopo 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica.
    L’eruzione cutanea svanisce invece il sesto giorno dopo l’inizio dei primi sintomi, dopo di che la pelle inizia a spellarsi per un periodo che può durare anche 10 giorni.

    Dopo 10 giorni la malattia scompare ma le tonsille e le ghiandole potrebbero apparire ancora gonfie per qualche settimana.
    Per evitare il contagio il bambino deve rimanere isolato a casa per almeno 48 ore dopo aver iniziato la terapia antibiotica, evitando quindi il suo inserimento precoce a scuola o all’asilo.

    Dal momento in cui si sospetta che il bambino abbia contratto la scarlattina è opportuno recarsi dal pediatra che provvederà a fare un tampone faringeo in ambulatorio per confermare o meno la diagnosi grazie alla rilevazione del batterio Streptococco Beta emolitico gruppo A, ossia lo Streptococcus pyogenes. Nel caso in cui venga diagnosticata:

    • il pediatra prescrive al bambino una terapia antibiotica di 10 giorni. L’antibiotico più utilizzato è l’amoxicillina
    • per abbassare la febbre viene prescritto il paracetamolo
    • per alleviare il prurito si consiglia di far fare al bambino bagni tiepidi con l’aggiunta di un paio di cucchiai di bicarbonato di sodio o di amido di riso
    • viene consigliato ai genitori di somministrare al bambino solo cibi morbidi o liquidi perché nella maggior parte dei casi la scarlattina procura disturbi alla gola rendendo doloroso mangiare e bere
    • i genitori dovranno anche assicurarsi che il bambino beva molto per reintegrare i liquidi persi con la febbre

    L’infezione da Streptococco della scarlattina può dare conseguenze come:

    • ascessi alla faringe o alle tonsille
    • rinosinusite
    • otite
    • febbre reumatica
    • glomerulonefrite acuta

    Soprattutto queste ultime due complicanze vanno curate da un medico specialista e mai sottovalutate.
    Segnaliamo anche che chi ha già contratto la malattia in passato non è immune ad un nuovo contagio poichè esistono vari ceppi di Streptoccocco ed è quindi possibile ammalarsi di nuovo.

    Come per tutte le malattie, è bene dedicare un capitolo alle categorie più a rischio.

    E’ evenienza rara che un neonato contragga la scarlattina, ma se questo dovesse succedere non esistono pericoli reali. Consigliamo comunque di consultare il pediatra per un controllo specifico del bambino.

    La scarlattina colpisce in prevalenza i bambini dai 2 ai 12 anni di età, ma nonostante si tratti di una malattia che comporta febbre, fastidi alla gola e rush cutanei, se è curata non è rischiosa neanche nei bambini piccoli.

    La scarlattina non comporta rischi se contratta in gravidanza, nè per la mamma e nè per il feto. Consigliamo comunque di consultare il medico curante che valuterà l’eventualità di sottoporre la mamma ad un tampone vaginale per verificare che lo Streptococco non sia presente.

    Come abbiamo detto, in una piccola percentuale è possibile che la scarlattina possa essere contratta anche dagli adulti anche della terza età. In quest’ultimo caso sarà importante controllare che l’anziano non sia troppo debilitato dai sintomi e controllare la sua alimentazione e idratazione, esattamente come deve avvenire per neonati e bambini.

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