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Scarlattina in gravidanza: sintomi, incubazione, rischi per il feto e terapia

Scarlattina in gravidanza: sintomi, incubazione, rischi per il feto e terapia

Come tutte le malattie, la scarlattina può destare preoccupazione nella donna se contratta in gravidanza e influire psicologicamente sulla futura mamma. Facciamo chiarezza sui possibili rischi per la donna e per il feto, sui sintomi a cui dover prestare attenzione e al periodo di incubazione della scarlattina

da in Gravidanza, Malattie Gravidanza
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    Scarlattina in gravidanza: sintomi, incubazione, rischi per il feto e terapia

    La scarlattina in gravidanza è pericolosa? E’ una di quelle malattie esantematiche che possono provocare rischi per il feto? Facciamo chiarezza su questi quesiti che preoccupano le future mamme e spieghiamo prima di tutto quali sono i sintomi della scarlattina, ma anche quanto dura il periodo di incubazione, nonchè qual è la terapia da seguire per guarire da questa malattia tipica dell’infanzia generata da un batterio che può colpire anche gli adulti e che si può, anche se raramente, prendere più volte nella vita.

    Scarlattina in gravidanza

    Sono incinta e mio figlio ha lo streptococco. Devo preoccuparmi?
    Questa è una domanda molto frequente fra le mamme che hanno già figli in età di asilo o di scuola che hanno quindi più probabilità di contrarre le malattie esantematiche e portarle a casa. Ma va subito precisato che non tutte le malattie che colpiscono le donne in gravidanza possono influire negativamente sulla salute e lo sviluppo del feto.

    La scarlattina è una malattia infettiva esantematica che ha origine dal batterio dello Streptococcus pyogenes, ossia lo Streptococco βeta Emolitico di Gruppo A. Molto contagiosa e a trasmissione aerea, colpisce in prevalenza i bambini fra i 2 e i 10 anni di età, ma può essere contratta anche in età adulta e quindi anche in gravidanza.

    La trasmissione del batterio della scarlattina avviene per via aerea penetrando attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori. Basta un colpo di tosse, uno starnuto o anche una banale conversazione con una persona malata perchè avvenga il contagio della scarlattina.

    Per avere una diagnosi certa, la futura mamma deve ricorrere ad un tampone faringeo alla ricerca dello Streptococco pyogenes. Questo esame può essere effettuato o in un laboratorio di analisi che effettuerà un esame colturale, oppure nello studio del medico curante con un test rapido per SBEGA, veloce ma attendibile al 95% circa.

    Dopo un periodo di incubazione di pochi giorni, in genere la scarlattina esordisce con alcuni sintomi:

    • febbre elevata
    • mal di testa
    • mal di gola
    • malessere generale

    Successivamente compare una sintomatologia più specifica:

    • faringotonsillite
    • lingua a fragola
    • nausea/vomito
    • ingrossamento dei linfonodi soprattutto nella regione laterale del collo
    • esantema molto tipico con piccoli puntini rossi ravvicinati sugli arti, il torace, l’addome e il viso tranne intorno alle labbra, al naso e agli occhi
    • Prurito

    La scarlattina è una malattia che in linea generale non arreca problema al feto, soprattutto se contratta da parte della mamma nei primi mesi di gravidanza o comunque fino all’ottavo mese.
    Se la donna contrae la scarlattina durante la gravidanza il bambino nella pancia non corre rischi.

    Il medico curante dovrà comunque essere avvisato in modo che possa valutare la terapia migliore.

    Se è vero che nei primi mesi di gravidanza il bambino nel ventre materno è protetto dalla scarlattina, al momento del parto naturale la situazione potrebbe cambiare e presentare dei rischi. In alcuni casi, seppur rari, se la mamma affetta dalla scarlattina è alla fine della gravidanza potrebbe contagiare il nascituro. Il batterio nel corpo della mamma, e più in particolare nella vagina, può passare al bambino durante la fase di espulsione.
    In questi casi va messo al corrente il medico curante in modo che possa provvedere ad effettuare un tampone vaginale per prelevare il muco vaginale e appurare se sia presente lo streptococco della scarlattina. Se l’esito dovesse mostrare una colonizzazione del batterio il medico provvederà a consigliare una terapia antibiotica.

    Come per la scarlattina nei bambini, la terapia e i rimedi per curarla in gravidanza vedono l’impiego di antibiotici, che il medico curante prescriverà scegliendo quello più adatto per ogni singolo caso ma che generalmente verrà scelto fra Penicillina, Amoxicillina o Cefalosporine.
    Se la febbre risulta essere fastidiosa si può ricorrere al paracetamolo, mentre per lenire il prurito, le donne in gravidanza possono optare per delle spugnature di acqua fresca senza l’utilizzo di detergenti o saponi.

    Ricordiamo che la scarlattina si può prendere più volte, quindi per evitare un nuovo contagio è indispensabile seguire alcune regole igieniche fondamentali:

    • lavare le mani spesso
    • utilizzare fazzoletti usa e getta
    • non condividere tovaglioli, stoviglie o bicchieri
    • non state vicini a persone che presentano i sintomi della scarlattina o anche solo se starnutiscono o tossiscono

    Consigliamo la lettura anche del focus sulle infezioni in gravidanza dei diversi ceppi batterici di Streptococco.

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