Save the children: il miglior posto dove diventare mamma

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    mamma in norvegia

    Diventare mamma è da sempre un evento complicato e ci sono posti, nel mondo, in cui lo è ancor di più. Spesso non ci si rende neppure conto di quanto si sia dei privilegiati a crescere in un luogo con dei servizi, ad avere una famiglia in grado di non farci mancare nulla e a poter dare al nostro bambino una casa accogliente e calda. Save The Children, in occasione della Festa della mamma, ha pubblicato il Rapporto sullo stato delle madri nel mondo evidenziando i luoghi migliori in cui mettere al mondo i bambini.

    La classifica di Save The Children

    Save the Children ha preso in considerazione 165 Paesi e ha verificato il tasso di mortalità infantile e materna dopo il parto, la speranza di vita alla nascita, la salute, l’alimentazione, ma anche durata del congedo parentale, l’istruzione e lo stato economico delle madri. Con questi parametri ha stilato la classifica, in cui troviamo nella top ten Norvegia, Islanda, Svezia, Nuova Zelanda, Danimarca, Finlandia, Austria, Belgio, Irlanda e Gran Bretagna. E l’Italia? Siamo al 21 esimo posto, a metà dei 43 Paesi sviluppati, ma decisamente in basso rispetto a molti altri Paesi dell’Unione Europea. In Italia, infatti, c’è un rischio di morte di materna (in termine tecnico lifetime risk ovvero “la probabilità che una ragazza di 15 anni muoia per causa di maternità”) corrispondente ad 1 su 15,200. Siamo comunque prima degli Usa, che invece si sono posizionati 25 esimi. Gli ultimi 10 invece sono il Congo, il South Sudan, il Sudan, Ciad, Eritrea, Mali, Guinea-Bissau, Yemen, Afghanistan e Niger, in ultimissima postazione. Qui ogni mamma perde un bimbo e uno su sette muore prima di compiere 5 anni e 1 ogni 3 soffre di malnutrizione.

    Perché la Norvegia deve essere d’esempio?

    La Norvegia è il posto migliore al mondo dove far nasce il proprio bambino. È questo quello che emerge dal rapporto di Save The Children. Ma per quale motivo? Qui una donna riceve in media ben 18 anni di istruzione scolastica contro i 4 del Niger, dove a livello politico solo il 14% dei seggi in parlamento sono occupati da donne contro il 40% dell’assemblea norvegese. Possiamo quindi parlare di quote rose, senza sentirci una razza in via di estinzione. Ma c’è di più. Il 100% delle nascite nel paese scandinavo avviene con l’assistenza di personale medico specializzato. In Niger sono il 30 percento delle nascite è seguita dai dottori e 1 mamma su 16 muore di parte. La mortalità materna è altissima: 1 su 7.600.

    Nutrizione e mortalità infantile


    La nutrizione e la mortalità infantile sono due gravi problemi che purtroppo toccano da vicino numerosissime persone. Pensate che il 25% delle morti materne e più di un terzo di quelle infantili nel mondo siano imputabili proprio alla malnutrizione. In Paesi come in India, i bambini che muoiono di fame sono il 48 percento, contro il 23 percento del Vietnam. In Niger, a causa della crisi alimentare, 1 milione di bambini sono a rischio, e la stessa situazione riguarda altri sette paesi (tutti posizionati alla fine della classifica di Save The Children). Se quindi non si considerano i singoli Paesi ma si fa un conto mondiale si possono stimare circa 171 milioni di bambini in pericolo di vita.

    Foto di savethechildren.it