Rischio di cyber-dipendenza per gli adolescenti italiani: troppe ore al pc

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    Cyber dipendenza adolescenti italiani

    E’ allarme cyber-dipendenza per gli adolescenti italiani, che trascorrerebbero in media 4 ore al giorno tra pc e cellulari. Si tratterebbe di una vera e propria “droga” per i teenagers tra i 12 e i 18 anni, per i quali controllare la posta o il proprio profilo su Facebook assumerebbe connotazioni ossessive. L’analisi (piuttosto sconfortante, in effetti), ci proviene da fonti quanto mai autorevoli: Eurispes e Telefono Azzurro, che hanno raccolto i dati e le abitudini in materia di utilizzo di computer e cellulari e ore di navigazione in Internet di 1496 adolescenti del nostro Paese.

    Si tratta di percentuali che devono indurre i genitori a riflettere. Il 37,7% del campione trascorre dalle 2 alle 4 ore in media, al giorno, su Internet, e il 41,1% ne trascorre 4 attaccato al cellulare (usato anche per navigare in rete). Il 42,5% dei ragazzi controlla in modo compulsivo la propria posta elettronica o entra su Facebook, mentre quasi il 50% di loro perde letteralmente (e pericolosamente) la cognizione del tempo quando è on-line.

    La cyber-dipendenza è tale che quasi uno su 5 sta male (manifestando sintomi di “astinenza” quali irrequietezza, nervosismo e sbalzi d’umore) se non può connettersi. Peraltro, pochissimi sono a conoscenza, o prendono minimamente in considerazione, i pericoli e i trabocchetti del web, e pensate che il 6,7% ha inviato almeno una volta foto o video a sfondo sessuale (il cosiddetto “sexting”). E come non citare anche il triste fenomeno del cyber-bullismo?

    Il tutto, in buona parte dei casi senza controllo da parte di un adulto, dato che 1 genitore su 5 non ha idea di quali attività svolga il figlio in rete e che siti frequenti. Insomma, un bel quadretto preoccupante, perché se è vero che ormai la rete e il web sono diventati il principale e più efficace mezzo per connettere tra di loro i giovani di tutto il mondo (pensate solo al fenomeno delle “primavere arabe”), è altrettanto vero che questo mare magnum è pieno di squali, Facebook incluso, e che la vigilanza da parte degli adulti non dovrebbe mai allentarsi.