Rischio depressione per i bambini malati di tumore

da , il

    Depressione bambini tumore

    I bambini malati di tumore, purtroppo, rischiano di cadere in depressione più dei grandi, e questa eventualità rende ancora più problematiche le cure contro il cancro. Pensate che ben sette bimbi su 10 affetti da una qualche forma tumorale, oltre alla cure oncologiche devono anche ricorrere all’aiuto di uno psico terapeuta a causa della condizione di forte stress e depressione in cui si ritrovano. Del resto, non è affatto strano, se c’è una cosa “innaturale” è un bambino messo ko da malattie invalidanti che ne avvelenino l’infanzia, impedendo loro di scoprire il mondo con l’entusiasmo e l’energia di chi appena si affaccia alla vita.

    Invece, la routine quotidiana di un bimbo sotto chemio è fatta di lunghe degenze in ospedale, flebo, malessere, nausea, paura, un corpo che invece di fortificarsi deperisce. Per questo sostenerli nella dura battaglia contro il cancro significa anche fornire loro un valido supporto psicologico, come sottolinea l’Associazione Soleterre, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.

    “l’intervento di psicologi specialisti aiuta ad accettare la malattia e le cure, migliorando la risposta del sistema immunitario e la qualità di vita dei bambini malati e delle loro famiglie anche dopo la guarigione. La cura non è solo medicinale, deve tenere conto di una complessa interazione di fattori culturali, psicologici e affettivi che influiscono sulla sua efficacia”, sottolineano gli esperti dell’Associazione.

    Presso l’Istituto Nazionale del Cancro di Kiev (Ucraina), esiste un Osservatorio Soleterre, che ha rilevato il doppio dei casi di depressione tra i piccoli pazienti oncologici rispetto agli adulti, motivo per cui è parso: “fondamentale inserire sin da subito attività di supporto psicologico nel Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica, che vede impegnata l’organizzazione nei Paesi in via di Sviluppo e in situazioni particolarmente gravi, come nell’Ucraina del dopo Chernobyl”. Chissà se ritengono utile un’iniziativa come quella di chi spinge per la produzione di Barbie “calve” come per effetto della chemio, per aiutare le bimbe malate di cancro.

    Intanto, negli ospedali italiani, oltre alla presenza di equipe di psicologi, si sta dando sempre più spazio alla clowntherapy e alla Pet Therapy, in quanto sia figure allegre come i clown che gli amici animali, sono in grado di contribuire a rallegrare e rasserenare i bimbi durante le pesanti cure a cui devono sottoporsi. Anzi, la speranza è che i reparti di oncologia pediatrica diventino sempre più luoghi gradevoli e rassicuranti, dove i bimbi possano trovare conforto, cure, ma anche momenti di spensieratezza.