Reflusso gastroesofageo nei bambini: sintomi, cure e rimedi

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    reflusso gastroesofageo nei bambini

    Uno dei disturbi più frequenti che possono colpire i bambini , il reflusso gastroesofageo non è solo “roba da grandi”, anzi. Complice la mancata formazione completa di parti del primo tratto del suo apparato digerente, il reflusso può essere un’eventualità più ricorrente nei piccoli piuttosto che negli adulti. Niente paura, quindi, tutto normale, ma per affrontare al meglio il disturbo, se dovesse presentarsi, ecco qualche informazione utile sui sintomi, le cure e i rimedi possibili.

    Di cosa si tratta

    Definito come la risalita involontaria di materiale acido proveniente dallo stomaco attraverso l’esofago, il reflusso gastroesofageo può provocare nei bambini e nei neonati, come sintomi correlati, vomito, crisi di tosse ed episodi di apnea.

    Solitamente presente in forma lieve, con episodi sporadici, il reflusso gastrico compare nei primi dieci mesi di vita del bimbo. Un’eventualità frequente, che, altrettanto spesso, cioè nel 90% dei casi, tende a regredire e a risolversi spontaneamente entro i 18-24 mesi di vita del piccolo. Solo in una percentuale più bassa di casi, il disturbo perdura più a lungo, fino ai tre o quattri anni di età, e, nel 4-5% dei casi dà luogo a complicanze.

    Le tipologie e i sintomi

    Si distinguono tre tipi di reflusso. Il reflusso fisiologico è quello che viene a un bambino sano, che si presenta occasionalmente, quasi sempre dopo i pasti, senza particolari altri sintomi, non influendo sulla crescita del bambino, e destinato a passare nell’arco di qualche mese. Il reflusso funzionale o sintomatico ha come sintomi principali il rigurgito e il vomito; si ripete spesso, ma senza ripercussioni sulla crescita e sullo stato di salute generale del bambino. Il reflusso patologico, invece, si verifica quando, oltre al rigurgito, sono presenti altri sintomi, come l’esofagite (infiammazione dell’esofago), l’apnea, il broncospasmo, la perdita di peso e il ritardo nell’accrescimento del bimbo.

    Le cause

    Nella maggior parte dei casi, si tratta di un fenomeno normale, fisiologico. Il reflusso gastroesofageo è il risultato di una mancata completa formazione dell’esofago e della valvola tra esofago e stomaco. Se esofago e valvola sono più corti, anche la loro tenuta dopo l’ingestione del cibo, è minore.

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    Se gli episodi di reflusso si ripetono troppo spesso e i sintomi correlati sono difficili da sopportare, ma soprattutto se il disturbo influisce negativamente sulla crescita del bimbo, è necessario rivolgersi al pediatra per effettuare tutti gli accertamenti del caso (misura ph, EGDS, esame radiologico prime vie digerenti).

    Le cure e i rimedi

    Le cure variano in base all’età e al quadro clinico riscontrato, vanno dai trattamenti posturali, alla terapia dietetica, che si basa sull’aumento della consistenza dei pasti, a quella farmacologica (medicinali per lo svuotamento gastrico e ad azione antiacida), fino alla soluzione chirurgica, relegata a casi particolari.

    Per quanto riguarda la dieta, è consigliabile aumentare la consistenza degli alimenti, aggiungendo per esempio biscotti o cereali al latte, ma anche incrementare il numero dei pasti, riducendo le quantità di cibo somministrato. Inoltre, meglio evitare che il piccolo aumenti troppo di peso, preferendo una dieta che stia alla larga da troppi grassi, zuccheri in eccesso e bevande gassate.