Quando introdurre le uova nell’alimentazione del bambino?

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    Uova svezzamento bambino

    Passata la Pasqua, con suo ricco carico di uova, ne approfittiamo per parlare di svezzamento del bambino, e di come e quando sia meglio includervi questo cibo. Come tutte le mamme ben sanno, le uova sono un alimento un po’ controverso, perché “accusate” di essere fortemente allergizzanti, motivo per cui la loro introduzione nella dieta quotidiana del bebè viene spesso ritardata. Recenti studi, però, hanno evidenziato come, invece, proprio per evitare il rischio allergie, questo nutrientissimo e versatile cibo dovrebbe essere usato come ingrediente nelle prime pappe del neonato già nel primo anno di vita. Come regolarsi? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

    Le proprietà nutritive delle uova

    Intanto vediamo quali preziose sostanze contiene l’uovo di gallina, e qual è il suo apporto nutrizionale alla dieta del bebè. Si tratta di un alimento tra i più completi che esistano in natura, contiene tante proteine nobili (esattamente 5 g nell’albume e 2 nel tuorlo), aminoacidi essenziali per l’organismo umano (nel senso che non è in grado di sintetizzarli da solo), vitamina A e sali minerali come calcio, ferro, potassio. Si tratta di sostanze importantissime per lo sviluppo del bambino, sia a livello osseo (dentizione inclusa), che cerebrale, così come importante è il suo apporto di acidi grassi (acido linoleico, nello specifico), indispensabile per la formazione dei muscoli. Insomma, un concentrato di energia e di salute, che, tuttavia, nasconde qualche insidia.

    Uova, svezzamento e controindicazioni

    Come è noto, l’uovo di gallina, oltre alle sostanze benefiche, è anche uno dei cibi più ricchi di colesterolo (200 mg in media), motivo per cui non dovrebbe essere consumato troppo di frequente, tenendo anche conto che sia il tuorlo che l’albume vengono sovente usati come ingredienti in altre preparazioni. Per quanto riguarda i neonati, un uovo di gallina alla settimana sarà più che sufficiente per il suo fabbisogno. Tuttavia, a creare problemi allergici non è tanto il colesterolo quanto le proteine contenute nella uova, perciò quando si può cominciare ad introdurlo nella sua alimentazione per evitare che il bimbo manifesti reazioni allergiche?

    Svezzamento: l’ora delle uova

    Per quanto riguarda il momento dello svezzamento in cui introdurre le uova, bisogna premettere che non tutte le parti di questo alimento hanno la stessa carica allergizzante. Strano ma vero, è il bianco, o albume, dell’uovo, ad essere maggiormente a rischio, perciò la cosa migliore è introdurre nell’alimentazione del bebè prima il tuorlo, a partire dai 10 mesi di età. Si può offrirlo al bimbo sodo, da sbriciolare nella pappa, che diventerà così anche molto più saporita. Per quanto riguarda l’albume, è la parte più ricca di proteine, in particolare contiene l’ovoalbumina, l’ovotranseferrina e la lisozima, tutte sostanze altamente allergizzanti. Per questo motivo si consiglia di dare l’uovo intero al piccolo dopo che abbia compiuto il primo anno di vita, magari cucinandolo alla coque. In questo modo il bebè dovrebbe essere protetto da reazioni allergiche. In ogni modo, consultate sempre il vostro pediatra per quanto riguarda le regole dello svezzamento, tenendo conto anche dei fattori familiari e caratteristiche individuali.

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