Proteggere i bambini dal trauma del terremoto: il decalogo di Save The Children

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    Cosa fare se c'è un terremoto?

    Il terremoto fa paura, non solo ai bambini, e quello che ha colpito questa notte il centro Italia ha straziato tutto il Paese, lasciando in ognuno di noi la sensazione di fragilità, di pericolo. Tra gli sfollati, moltissimi sono bimbi. Nei loro occhi, il timore di non tornare più a casa e di provare ancora quell’atroce sensazione di terrore quando la terra inizia a tremare e gli edifici crollano. Ma come proteggerli da tutto questo? E come proteggere i bimbi invece che ne sentono solo parlare? Save The Children ha elaborato un decalogo per i genitori, per aiutarli a gestire la paura di un evento così straordinario e distruttivo.

    Filtriamo le informazioni

    La prima cosa da fare è evitare che i bambini stiano troppo davanti alla televisione. I programmi d’informazione a rete unificate, continuano ad alimentare il panico, mostrando immagini catastrofiche e non possono certamente essere d’aiuto ai piccoli.

    Rispondiamo alle domande

    I genitori, inoltre, devono spiegare che cosa sta succedendo. Il bambino ha capacità di capire e quindi, anche se la situazione è difficile e stressante, dovete cercare di dare loro delle semplici e veritiere informazioni. Ascoltate le loro domande e poi rispondete, ovviamente prestando attenzione all’età del bimbo e al tipo di richiesta.

    Rassicuriamoli

    I bambini vanno sempre rassicurati. E’ difficile non mostrarsi impauriti, ma è importante limitare i danni e sostenere anche psicologicamente i propri piccoli.

    Un aiuto psicologico

    All’occorrenza, inoltre, accettate anche l’aiuto di esperti. Uno psicologo può essere d’aiuto per rielaborare un lutto, in caso di vittime in famiglie, ma anche lo choc. Come capire se il bimbo ne ha bisogno? Osservate le reazioni: dorme poco, piange di continuo, ha perso appetito, cambia repentinamente umore… sono tutti sintomi.

    Date il buon esempio

    Aspettatevi qualsiasi reazione. Gli adolescenti sono quelli che di solito restano maggiormente traumatizzati, perché hanno maggior consapevolezza, quindi attendete che ci siano manifestazioni emozionali di diverso genere. I bambini hanno bisogno di tempo e di attenzione: ritagliatevi degli spazi quindi anche solo per giocare con loro e cercate di essere un modello. Non è facile dare il buon esempio, mostrarsi forti e capaci di reagire, ma i vostri figli hanno bisogno di questo: vendendo voi tranquilli, si sentiranno a loro volta più sereni.

    Aiutiamoci a vicenda

    Save The children, inoltre, consiglia di imparare dall’emergenza: “Anche un evento catastrofico può essere un’opportunità di far capire ai bambini che tutti viviamo in un mondo dove possono accadere queste cose e che in questi momenti è essenziale aiutarsi l’un l’altro”. Superato il pericolo, bisogna tornare alla normalità. Per molti italiani, ora, “normalità” è una parola “impensabile”, ma bisogna lavorare insieme per provare a ritornare alla propria vita. I bambini sono i primi ad aver bisogno di riprendere le attività abituali. Inoltre, nel periodo dell’emergenza, coinvolgete i ragazzi – soprattutto quelli più grandi – a dare una mano.

    Dolcetto o scherzetto?