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Pronto Soccorso: quando portare i bambini

Pronto Soccorso: quando portare i bambini
da in Salute bambini, Salute E Sanità
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23/11/2016 07:27

    pronto soccorso

    Nessun bambino vorrebbe andarci ma il Pronto soccorso a volte si rivela indispensabile, specialmente in situazioni d’allarme. Ma non sempre sappiamo quando è il caso di portarci i bambini e per questo abbiamo selezionato i casi più frequenti in cui è bene farci un salto, se non altro per togliersi ogni dubbio. Vi sono infatti alcuni disturbi che, per bambini di una certa età, non rappresentano un pericolo ma per quelli più piccoli o affetti da qualche patologia particolare, possono rivelarsi letali. Ecco allora quando portare i bambini al Pronto Soccorso.

    Il vomito non è sufficiente se si tratta di un episodio isolato ma qualora il bambino vomiti più volte nel giro di poche ore e nel frattempo non riesca a bere, è il caso di raggiungere il Pronto Soccorso pediatrico. Il pericolo è che si disidrati con tutte le conseguenze che ne derivano.

    Anche la febbre nei bambini va valutata con attenzione: se è particolarmente alta e persistente, se il bambino è molto sofferente, se ha convulsioni e non riesce a bere e nel caso in cui abbia meno di tre mesi, è sempre consigliabile raggiungere il Pronto Soccorso.

    La difficoltà a respirare è un buon motivo per portare il bambino al Pronto Soccorso. Ovviamente va valutato se è il caso e se si tratta solo di una momentanea difficoltà dovuta, per esempio, alla tosse. Ma se il piccolo ha meno di un anno di età è comunque preferibile portarlo.

    Il mal di testa nei bambini di solito scompare nel giro di breve. Ma se persiste nonostante gli antidolorifici, è accompagnato da altri sintomi come vomito e febbre, allora è il caso di intervenire.

    Le sostanze tossiche sono molto pericolose e, quindi, in caso di ingestione il bambino va sempre portato al Pronto Soccorso, nel più breve tempo possibile.

    Sebbene possa capitare una piccola bruciatura, in caso di ustioni più dolorose e profonde è meglio correre al Pronto Soccorso. Specialmente se le zone colpite sono delicate come nel caso del viso o dei genitali.

    I bambini sono soliti ingoiare molte cose ma anche il cibo, sebbene innocuo, può provocare soffocamento. In questi casi oltre ad intervenire con le manovre antisoffocamento, che sono indispensabili, è bene contattare anche il Pronto Soccorso.

    Anche in questo caso bisogna fare alcune distinzioni: se la diarrea è un episodio isolato non è necessario andare in Pronto Soccorso, purché si cerchi di reidratare il bambino con acqua. Se invece la diarrea persiste, è accompagnata da sangue o da sintomi come vomito e febbre, allora è il caso di intervenire.

    Il mal di pancia persistente o particolarmente acuto deve mettere in allerta. Può essere il caso di intervenire, soprattutto se il bambino non evacua da 24 ore e al dolore si associano sintomi come febbre e vomito.

    I traumi cranici possono essere di varia entità ed è bene valutare se sia il caso di raggiungere il Pronto Soccorso. Per capirlo bisogna verificare la presenza di alcuni sintomi come vomito, pianto, mal di testa, difficoltà motorie a distanza di qualche ora dall’impatto.

    Non tutte le punture di insetti richiedono un intervento d’emergenza a meno che non determinino sintomi particolarmente acuti. Per esempio orticaria ovunque, gonfiore delle palpebre, tosse, vertigini, sudorazione maggiore del solito.

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