Poesie per l’autunno

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    Poesie autunno

    Le poesie sull’autunno sono proprio come la stagione che celebrano: dolcemente malinconiche, evocative, piene di suoni che fanno pensare allo scrocchiare delle foglie secche, quando le calpestiamo senza curarcene, ai primi scrosci di pioggia, violenti e repentini, alle prime nebbie che velano lo sguardo. I bambini, contrariamente a quanto spesso immaginato, amano l’autunno, ne amano i colori e i simboli, come le allegre castagne, l’uva succosa, buona da mangiare e bella da disegnare, le zucche arancioni che fanno subito Halloween. In autunno le giornate si accorciano e gli impegni scolastici, così come quelli extra fatti di palestra e di corsi, riprendono e si intensificano, e anche tutto questo fervore è bello e scalda il cuore.

    Diamo a questa stagione piena di fascino il suo giusto riconoscimento attraverso i versi e le rime che grandi poeti hanno saputo dedicarle. Leggiamo insieme le poesie sull’autunno, grandi e piccini, magari davanti ad una bella tazza di cioccolata fumante!

    Ottobre

    Un tempo, era d’estate,

    era a quel fuoco, a quegli ardori,

    che si destava la mia fantasia.

    Inclino adesso all’autunno

    dal colore che inebria;

    amo la stanca stagione

    che ha già vendemmiato.

    Niente più mi somiglia,

    nulla più mi consola,

    di quest’aria che odora

    di mosto e di vino

    di questo vecchio sole ottobrino

    che splende nelle vigne saccheggiate.

    (V. Cardarelli)

    Albero autunnale

    Già matura

    la foglia pel sereno suo distacco

    discende

    nel cielo sempre verde dello stagno.

    Nel calmo

    languore della fine, l’autunno s’immedesima.

    Dolcissima

    la foglia s’abbandona al puro gelo.

    Sott’acqua

    con incessanti foglie va l’albero al suo dio.

    (J. Guillen Orfeo)

    Mattino d’autunno

    Che dolcezza infantile

    nella mattinata tranquilla!

    C’è il sole tra le foglie gialle

    e i ragni tendono fra i rami

    le loro strade di seta.

    (F. G. Lorca)

    Dopo la nebbia

    Dopo tanta

    nebbia

    a una

    a una

    si svelano

    le stelle.

    Respiro

    il fresco

    che mi lascia

    il colore

    del cielo

    (G. Ungaretti)

    Foglie gialle

    Ma dove ve ne andate,

    povere foglie gialle

    come farfalle

    spensierate?

    Venite da lontano o da vicino

    da un bosco o da un giardino?

    E non sentite la malinconia

    del vento stesso che vi porta via?

    (Trilussa)

    Luccica il marciapiede

    Luccica il marciapiede, per le vivide

    pozze corrono i venti freddolosi.

    Non sono ancora i geli dell’inverno,

    ma è già tempo di scrosci e di burrasche.

    Macchine, ombrelli di passanti, acceso

    luccichio di vetrine e di réclames…

    Anche la notte qui somiglia al giorno,

    in città non esistono le tenebre.

    (V. Solouchin)

    Il cielo è basso

    Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,

    un fiocco di neve vagabondo

    fra scavalcare una tettoia o una viottola

    non sa decidersi.

    Un vento meschino tutto il giorno si lagna

    di come qualcuno l’ha trattato;

    la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere

    senza il suo diadema.

    (E. Dickinson)