Poesie e filastrocche sui diritti dei bambini: le più belle

Poesie e filastrocche sui diritti dei bambini: le più belle
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Ultimo aggiornamento: Martedì 21/03/2017 07:27

    Poesie sui diritti dei bambini

    Poesie e filastrocche sui diritti dei bambini. Ecco le più belle che raccontano in rima e in versi il mondo dei diritti dei più piccoli troppo spesso calpestati e violati. Dal diritto all’istruzione, che manca a moltissimi bimbi nei paesi meno sviluppati, a quello al cibo, fino a quello fondamentale di vivere l’infanzia con la giusta dose di serenità e spensieratezza, libertà e pace. Un ottimo modo per far conoscere ai bambini, i diretti interessati, il mondo dei diritti che li riguarda e che dovrebbero sempre rivendicare con forza e senza paura.

    Un lungo trenino nella nostra sezione
 sta a ricordare di una bella lezione,
 quando intorno ad un mappamondo
 abbiamo fatto un girotondo.
 Ognuno di noi era un vagoncino,
 ci tenevamo per mano come un trenino.
 Su ogni vagoncino, così per giocare,
 facevamo salire chi voleva girare,
 chi voleva con noi in un Paese arrivare
 dove c’erano bambini che stavano a guardare.
 La cosa più bella che abbiamo notato,
 con la fantasia di cui ognuno è dotato,
 che tutti i bambini sono tutti uguali
 siano essi cinesi, africani o italiani.
 Abbiamo girato con grande baldanza
 imparando che nel mondo 
ci deve essere uguaglianza. (Giovannna Corsi)

    Il diritto all’uguaglianza
è giallo come il sole
che illumina la mia stanza.
 Per imparare le parole
ho il diritto di studiare.
 I bambini di tutto il mondo
hanno il diritto di mangiare
 e di fare un girotondo 
tutti uniti, senza litigare.
 Se ogni bambino ha la sua famiglia
 vive come perla nella conchiglia. (Dei bambini delle Scuole elementari di Dormelletto)

    Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
 chiedo un sorriso di chi sa amare
 chiedo un papà che mi abbracci forte
 chiedo un bacio e una carezza di mamma.
 Io chiedo il diritto di essere bambino
 di essere speranza di un mondo migliore
 chiedo di poter crescere come persona
 Sarà che posso contare su di te?
 Chiedo una scuola dove posso imparare
 chiedo il diritto di avere la mia famiglia
 chiedo di poter vivere felice,
 chiedo la gioia che nasce dalla pace
 Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che m’indichi il cammino.
 Non sapremo mai quanto bene
 può fare un semplice sorriso. (Di Madre Teresa di Calcutta)

    Se mi insegni, io lo imparo
 Se mi parli, mi è più chiaro
 Se lo fai, mi entra in testa
 Se con me tu impari, resta.

    Fammi giocare solo per gioco Senza nient’altro, solo per poco Senza capire, senza imparare Senza bisogno di socializzare Solo un bambino con altri bambini Senza gli adulti sempre vicini Senza progetto, senza giudizio Con una fine ma senza l’inizio Con una coda ma senza la testa Solo per finta, solo per festa Solo per fiamma che brucia per fuoco Fammi giocare per gioco. (Di Bruno Tognolini)

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