Poesie di Pasqua: ecco quelle più famose

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    La Pasqua è sempre più vicina e oggi vi voglio proporre per i vostri bambini una serie di poesie di poeti famosi per i vostri bambini. Attraverso questi versi impareranno il senso della festa di Pasqua, potranno anche imparale a memoria per recitarle durante la domenica di festa a partenti e amici. Ecco una selezione di quelle più famose di grandi poeti ma adatte anche ai più piccoli.

    Dall’uovo di Pasqua

    Dall’uovo di Pasqua

    è uscito un pulcino

    di gesso arancione

    col becco turchino.

    Ha detto: “Vado,

    mi metto in viaggio

    e porto a tutti

    un grande messaggio”.

    E volteggiando

    di qua e di là

    attraversando

    paesi e città

    ha scritto sui muri,

    nel cielo e per terra:

    “Viva la pace,

    abbasso la guerra”.

    Gianni Rodari

    PASQUA

    Ogni anno

    Nasci e muori

    Poi risorgi

    Cristo

    Dio padre e figlio

    Mio fratello

    Sei qui tra noi

    Presenza di speranza

    In mezzo a quest’incendio

    D’odio infame

    Di guerre fatte

    E irrimediabilmente perse.

    Ma come un fiore

    Che rinasce sempre

    Anche là tra le croci

    In mezzo ai sassi

    Tra i rovi d’una vita

    Esasperata

    Sento il nuovo profumo

    D’un amore

    E sul cammino

    Verso un’altra meta

    Sembra più tollerabile

    Il calvario.

    Luciano Somma

    Pasqua

    A festoni la grigia parietaria

    come una bimba gracile s’affaccia

    ai muri della casa centenaria.

    Il ciel di pioggia è tutto una minaccia

    sul bosco triste, ché lo intrica il rovo

    spietatamente, con tenaci braccia.

    Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo

    il richiamo di Pasqua empie la terra

    con l’antica pia favola dell’ovo.

    Guido Gozzano

    Pasqua d’Altri Tempi

    Tu pensi ai tempi andati

    quand’eri ancor bambina

    e il cuoricino tuo s’emozionava

    per una tavola imbandita

    con uova colorate fatte

    da mamma tua,

    con fior di primavera

    con dolci e cioccolata.

    Per l’aria odor di fiori

    e suoni di campane,

    un senso d’allegrezza

    tutta ti dominava

    ma tu sei sempre quella

    ed io così ti vedo

    e voglio darti ancora

    con questo uovo di Pasqua

    insieme a quel ricordo

    tutta la gioia piena

    d’averti ritrovata.

    Antonino Zambotti

    Elegia Pasquale

    Pasqua ventosa che sali ai crocifissi

    con tutto il tuo pallore disperato,

    dov’è il crudo preludio del sole?

    e la rosa la vaga profezia?

    Dagli orti di marmo

    ecco l’agnello flagellato

    a brucare scarsa primavera

    e illumina i mali dei morti

    pasqua ventosa che i mali fa più acuti

    E se è vero che oppresso mi composero

    a questo tempo vuoto

    per l’esaltazione del domani,

    ho tanto desiderato

    questa ghirlanda di vento e di sale

    queste pendici che lenirono

    il mio corpo ferita di cristallo;

    ho consumato purissimo pane

    Discrete febbri screpolano la luce

    di tutte le pendici della pasqua,

    svenano il vino gelido dell’odio;

    è mia questa inquieta

    Gerusalemme di residue nevi,

    il belletto s’accumula nelle

    stanze nelle gabbie spalancate

    dove grandi uccelli covarono

    colori d’uova e di rosei regali,

    e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario

    dei propri lievi silenzi.

    Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra

    le bocche non sono che sangue

    i cuori non sono che neve

    le mani sono immagini

    inferme della sera

    che miti vittime cela nel seno.

    Andrea Zanzotto