Poesie di Natale: per bambini e non solo

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    Bambini Natale

    Le poesie di Natale per bambini sono il modo migliore per aspettare ed accogliere la festa più amata dai piccoli. In un certo senso, il Natale è proprio la festa dei bambini, che in questo giorno speciale possono divertirsi ed essere protagonisti tra amici e parenti. Le poesie di Natale poi sono un modo per avvicinare i più piccoli al vero spirito di questa festa che è fatta anche di dolci, regali e scherzi, ma non solo. Oggi vedremo insieme alcune bellissime e famose poesie natalizie che potrete recitare e far imparare ai vostri piccoli che si divertiranno un mondo ad esibirsi durante il pranzo della festa del prossimo 25 dicembre.

    Le poesie che vi proponiamo oggi sono perfette per festeggiare il Natale e per rendere i piccoli protagonisti di questa festa. Nelle settimane che precedono il 25 dicembre potranno così esercitarsi ed imparare a memoria questi semplici versi da recitare durante il pranzo con i parenti.

    Nella notte di Natale

    Nella notte di Natale ogni stella mette le ali e

    discende di lassù per vedere il bambino Gesù.

    Angioletti fate piano per entrar nella capanna

    c’è Gesù che fa la nanna.

    “Ninna nanna bambino Gesù…”

    A Babbo Natale

    Un solo grande dono

    ti chiedo per le feste

    e se tu sarai buono

    io non sarò una peste.

    Vorrei che regalassi

    a tutta la famiglia

    un cesto di salute

    per stare a meraviglia.

    E se tra doni e pensieri

    ti resta un pacchettino

    lo accetto volentieri…

    …lo sai, sono un bambino!

    Anche quest’anno è già Natale

    Anche quest’anno è già Natale

    e insieme a te vorrei festeggiare

    dandoti non solo un dono da scartare

    e con il quale poi giocare.

    Ma un sorriso da non dimenticare

    e un abbraccio per farti ricordare.

    Un’emozione che nel tuo cuore possa arrivare

    e che non ti faccia mai scordare

    perchè c’è gioia oggi che è Natale!

    Chiudi gli occhi e prova a immaginare:

    una grotta e una stalla

    c’è una culla nella paglia

    e un bambino piccino piccino

    che si chiamo Gesù Bambino

    e che rinasce per farci ricordare

    che solo il bene deve contare!

    L’albero dei poveri

    di Gianni Rodari

    Filastrocca di Natale,

    la neve è bianca come il sale,

    la neve è fredda, la notte è nera

    ma per i bambini è primavera:

    soltanto per loro, ai piedi del letto

    è fiorito un albereto.

    Che strani fiori, che frutti buoni

    Oggi sull’albero dei doni:

    bambole d’oro, treni di latta,

    orsi dal pelo come d’ovatta,

    e in cima, proprio sul ramo più alto,

    un cavalo che spicca il salto.

    Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,

    ed ecco, adesso, mi sono destato:

    nella mia casa, accanto al mio letto

    non è fiorito l’alberetto.

    Ci sono soltanto i fiori del gelo

    Sui vetri che mi nascondono il cielo.

    L’albero dei poveri sui vetri è fiorito:

    io lo cancello con un dito.

    Il mago di Natale

    di Gianni Rodari

    Se io fossi il mago di Natale

    farei spuntare un albero di Natale

    in ogni casa, in ogni appartamento

    dalle piastrelle del pavimento,

    ma non l’alberello finto,

    di plastica, dipinto

    che vendono adesso all’Upim:

    un vero abete, un pino di montagna,

    con un po’ di vento vero

    impigliato tra i rami,

    che mandi profumo di resina

    in tutte le camere,

    e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

    Poi con la mia bacchetta me ne andrei

    a fare magie

    per tutte le vie.

    In via Nazionale

    farei crescere un albero di Natale

    carico di bambole

    d’ogni qualità,

    che chiudono gli occhi

    e chiamano papà,

    camminano da sole,

    ballano il rock and roll

    e fanno le capriole.

    Chi le vuole, le prende:

    gratis, s’intende.

    In piazza San Cosimato

    faccio crescere l’albero

    del cioccolato;

    in via del Tritone

    l’albero del panettone

    in viale Buozzi

    l’albero dei maritozzi,

    e in largo di Santa Susanna

    quello dei maritozzi con la panna.

    Continuiamo la passeggiata?

    La magia è appena cominciata:

    dobbiamo scegliere il posto

    all’albero dei trenini:

    va bene piazza Mazzini?

    Quello degli aeroplani

    lo faccio in via dei Campani.

    Ogni strada avrà un albero speciale

    e il giorno di Natale

    i bimbi faranno

    il giro di Roma

    a prendersi quel che vorranno.

    Per ogni giocattolo

    colto dal suo ramo

    ne spunterà un altro

    dello stesso modello

    o anche più bello.

    Per i grandi invece ci sarà

    magari in via Condotti

    l’albero delle scarpe e dei cappotti.

    Tutto questo farei se fossi un mago.

    Però non lo sono

    che posso fare?

    Non ho che auguri da regalare:

    di auguri ne ho tanti,

    scegliete quelli che volete,

    prendeteli tutti quanti.