Poesie bambini: quelle sulla primavera

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    poesie per i bambini sulla primavera

    Le poesie per bambini sono un modo bellissimo per festeggiare occasioni importanti: la primavera è senza dubbio la stagione preferita dei piccoli che tra poco potranno tornare a giocare all’aperto e a divertirsi con i loro amici. I bambini amano le stagioni calde quando, dopo i compiti e dopo la scuola possono correre in giardino e lasciarsi cullare dall’atmosfera unica di questa stagione. Sono tantissime le poesie dedicate alla primavera, ai fiori che sbocciano e alle giornate soleggiate e temperate. Ecco le poesie da dedicare ai vostri piccoli e che loro potranno imparare a memoria e recitare con i loro amici.

    La primavera è ritornata

    Ecco la primavera ritorna

    e con lei le rondini al nido,

    i fiori nel prato,

    i profumi nell’aria,

    il sorriso sul volto d’ognuno.

    E a noi porta l’illusione

    d’esser tornati fanciulli

    e andare nei prati in cerca di viole

    sotto il tenue sorriso del sole.

    E ci porta la gioia,

    la gioia più pura

    quella che si prova nel contemplar

    la rinnovata natura.

    La Primavera

    Primavera è ritornata

    col vestito a più colori,

    ha la testa inghirlandata

    e un gran cesto di bei fiori.

    Nidi e trilli lieta porta

    e un festoso cinguettare:

    la natura, che era morta,

    si ridesta al suo passare.

    Con la voce più sincera

    ogni cuore ti saluta,

    chiara e dolce Primavera:

    - Benvenuta, benvenuta!…

    La Primavera sta arrivando

    Ancora non è giunta primavera

    ma le margherite gialle

    scendono a cascate dai dirupi

    e toccano l’asfalto

    e si impegolano nei fossati

    Le aride spine

    insieme ai fichi

    dai rami neri come il carbone

    le tengono a bada

    e i superbi pioppi

    come gendarmi

    son pronti a frenare

    ogni slancio che viene da terra.

    Ancora non è primavera.

    Ma a mazzi

    le margherite irrompono

    e poi si dividono

    seguendo

    mille percorsi diversi

    infine si tuffano

    insieme in un mare di giallo…

    Ancora però non è primavera.

    E intanto

    più avanti

    anche gli alberi di mandorlo

    esplodono in un canto di gioia

    e che importa loro?

    Per loro è già primavera:

    è primavera del cuore.

    Specchio

    Ed ecco sul tronco

    si rompono gemme:

    un verde più nuovo dell’erba

    che il cuore riposa:

    il tronco pareva già morto,

    piegato sul botro.

    E tutto mi sa di miracolo;

    e sono quell’acqua di nube

    che oggi rispecchia nei fossi

    più azzurro il suo pezzo di cielo,

    quel verde che spacca la scorza

    che pure stanotte non c’era.

    S. Quasimodo

    Filastrocca marzolina

    Filastrocca di primavera,

    come tarda a venire la sera.

    L’hanno vista ferma in un prato

    dove il verde è rispuntato,

    un profumo di viole in fiore

    l’ha trattenuta un paio d’ore,

    ha perso tempo lungo la via

    presso un cespuglio di gaggia,

    due bimbi con un tamburo di latta

    hanno incantato la sera distratta.

    Adesso è tardi, lo so bene:

    ma però la sera non viene.

    Primavera

    Conosco una città

    dove la primavera

    arriva e se ne va

    senza trovare un albero

    da rinverdire,

    un ramo da far fiorire

    di rosa o di lillà.

    Per quelle strade murate

    come prigioni

    la poveretta s’aggira

    con le migliori intenzioni:

    appende un po’ di verde

    ai fili del tram, ai lampioni,

    sparge dei fiori

    davanti ai portoni

    (e dopo un momentino

    se li prende un netturbino…).

    Altro da fare

    non le rimane,

    per settimane e settimane,

    che dirigere il traffico

    delle rondini, in alto,

    dove la gente

    non le vede e non le sente

    Di verde in quella città

    (dirvi il suo nome non posso)

    ci sono soltanto i semafori

    quando non segnano rosso.