Pillola del giorno dopo, il 50% dei medici non la prescrive

da , il

    pillola giorno dopo prescrizione

    La pillola del giorno dopo ha una vita davvero molto difficile in Italia. Non è un farmaco abortivo, anche se qualcuno lo fa passare per tale, perché non induce l’aborto, ma blocca la gravidanza prima dell’annidamento, eppure la metà dei medici tende a dire no, a non volerla prescrivere. Questa tendenza emerge dai dati dell’associazione Vita di donna: quasi il 51% dei dottori, soprattutto nei Pronto soccorsi, si rifiuta di fare la ricetta. Il risultato? Solo il 2,5% delle donne tra i 15 e i 49 ricorre a questo sistema per scongiurare gravidanze indesiderate: è la percentuale più bassa d’Europa.

    Vita di donna ha raccolto 8.000 richieste a “Sos pillola del giorno dopo”, un servizio telefonico per la contraccezione d’emergenza in soli tre anni. E proprio da queste richieste d’aiuto sono stati tratti i dati che vi presentiamo. La domanda però è: perché i medici si rifiutano?

    Nell’85% dei casi per la clausola di coscienza, e solo nel 15% dei casi per l’assenza o non disponibilità del medico in quella fascia oraria. Il più delle volte chi ha bisogno della pillola è donna (solo 25% delle volte la chiede un uomo), con un’età tra i 19 e 35 anni (79,5%), lavoratrice (48%), del centro-sud (87,2%) e si dichiara di religione cattolica (84%).

    Riflettiamo però su una cosa: se non è una pillola abortiva perché i medici fanno obiezione di coscienza? A questo punto anche la classica pillola non dovrebbe più essere prescritta. “I dati emersi dal Rapporto preoccupano seriamente – dice Elisabetta Canitano, presidente di Vita di donna – perché parlano di un Paese che non garantisce alle donne un diritto”. Voglio tirare comunque le orecchie alle italiane: il 66% delle donne non usa alcuna tecnica di contraccezione. Iniziamo quindi a proteggerci con il preservativo e la pillola, in un secondo momento ricorriamo a quella del giorno dopo.