Piedi piatti nei bambini: sintomi, cause, rimedi ed esercizi

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    Piedi piatti bambino

    Vedere dei bambini con i piedi piatti non è raro, e non deve neppure preoccupare più di tanto, in quanto si tratta di un difetto in genere risolvibile, a patto di affrontarlo in tempo. Innanzi tutto, va premesso che non si può assolutamente capire se il nostro bimbo abbia i piedini piatti, ovvero con l’arco plantare inesistente, nei primi anni di vita. In questa fase della loro crescita, tutti i bebè hanno irresistibili piedini cicciottelli e morbidi, tutti da mangiucchiare e un po’ informi. Possiamo cominciare a preoccuparci della loro linea solo a partire dai 4-5 anni in su, fino ai 10, quando la loro crescita e lo sviluppo osseo sono tali da definire la forma corretta del piede che poi continuerà ad allungars fino a raggiungere la taglia dell’adulto. Se il piede continua a restare appiattito sul pavimento, evidentemente sarà il caso di intervenire. Vediamo le fasi di sviluppo del piede infantile e come riconoscere i primi segnali di valgismo (o piede piatto).

    Cause

    I piedi piatti nei bambini non sono una patologia, piuttosto sono conseguenza di un difetto della postura che si evidenzia soprattutto tra i 4 e i 10 anni d’età. Prima di questo periodo, infatti, il bambino manifesta forme più o meno marcate di “varismo“, ovvero una deviazione delle gambette verso l’esterno, in cui tende ad assumere la classica posizione ad arco. Si tratta di un processo naturale del suo sviluppo, la postura “vara” gli permette di acquisire un maggior equilibrio. Dopo aver imparato a camminare con sufficiente disinvoltura, però (diciamo dopo i 2 anni d’età, in media), il bimbo cambia completamente postura, tirando in dentro le ginocchia (che assumono la forma a X) e proiettando i piedini verso l’esterno, che si appiattiscono quasi completamente. Questa fase viene detta “valgismo” e, nella stragrande maggioranza dei casi, tende ad evolversi verso una normalizzazione entro i 10 anni. Tuttavia, rimane una piccola percentuale di casi in cui il piede valgo resta tale, e le ginocchia non ne vogliono sapere di raddrizzarsi. Che fare?

    Esami da fare

    Intanto, non fatevi prendere dal panico, le soluzioni al problema ci sono tutte. Se vi accorgete (o il pediatra si accorge) che vostro figlio è affetto da valgismo, si renderà necessaria una visita ortopedica. A questo punto, lo specialista provvederà a prendere l’impronta del piede. Si tratta di un esame fondamentale che permetterà di capire se il valgismo del bambino è di 1° grado (se, cioè, l’arco plantare, pur appiattito, è comunque visibile), di 2° grado (o arco inesistente), o di 3° grado (arco assente e bordo del piede sporgente verso l’interno). Naturalmente, a seconda della gravità (definizione proporzionata al difetto, quindi comunque non “grave” in generale!) anche le cure da adottare saranno diverse. In goni caso, il piede piatto va sempre associato alla postura del bambino e inquadrato quindi in un contesto posturale generale. Proprio per questo motivo verranno presi in considerazione anche altri eventuali fattori come le alterazioni della colonna, il ginocchio valgo o il passo intra o extrarotato.

    Piedi piatti nei bambini: i rimedi

    Per i piedi piatti di 1° e di 2° grado, l’ortopedico sicuramente prescriverà semplicemente dello sport. Un’attività fisica mirata, infatti, sarà più che sufficiente a garantire un corretto e armonioso sviluppo fisico del bimbo. Particolarmente adatti al caso sono sport quali pallavolo, danza e basket. Se invece, il valgismo è di 3° tipo, si renderanno indispensabili le scarpe ortopediche, provviste, cioè, di un plantare interno in plastica o sughero, in associazione, sempre, all’attività sportiva.

    Dolcetto o scherzetto?