Pidocchi nei bambini: sintomi da riconoscere e rimedi da adottare [FOTO]

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    Le epidemie di pidocchi tra i bambini sono un fenomeno che non conosce tramonto, nonostante le condizioni igieniche delle nostre case e dei luoghi tipici dell’infanzia, come scuole, asili e palestre, siano in genere buone. Ci sono molti “falsi miti” legati alla diffusione degli odiosissimi parassiti del cuoio capelluto, ad esempio, il fatto che si identifichino con la sporcizia. In realtà, come sottolineano gli specialisti, i pidocchi sono attirati dai capelli puliti e lucenti, e non da quelli untuosi, contrariamente a quanto siamo sempre stati portati a credere. Motivo per cui tutti noi siamo a rischio, laddove esistano colonie di questi animaletti tra persone con cui abbiamo rapporti stretti.

    I bambini si “contagiano” l’un l’altro con grande facilità, perché quando stanno insieme (magari giocando, o chiacchierando nello stesso banco di scuola) hanno contatti fisici ravvicinati, e se le loro teste si toccano, e uno di loro ha qualche “ospite” sgradito, il passaggio è inevitabile. Ma vediamo come fare a capire che uno dei nostri bimbi abbia i pidocchi e non semplice forfora (confonderli è facile, infatti).

    Pidocchi nei bambini: sintomi

    I pidocchi sono degli animaletti, anzi, degli insetti minuscoli (le loro dimensioni non superano qualche mm), di color bianco o grigio chiaro, che trovano il loro habitat ideale nel cuoio capelluto umano (o tra il pelo degli animali), dove sopravvivono fino a 30 giorni. Nel frattempo si riproducono deponendo delle uova (dette lendini, anch’esse di color bianco) che si schiudono dopo due settimane. Sia i pidocchi che le uova si possono facilmente confondere con scagliette di forfora, ma la loro caratteristica è quella di non venir via facilmente, in quanto si abbarbicano tenacemente alla base del capello, e “staccarli” è tutt’altro che semplice. Ma come si fa a capire quando un bambino è vittima dei pidocchi? Beh, la sintomatologia è tipica, vediamo i segni principali:
    • Prurito intenso e continuo su tutta la testa (il piccolo non fa che grattarsi furiosamente)
    • Puntini rossi simili a punture sul cuoio capelluto e a volte anche sulla nuca e sul collo, eventualmente accompagnate da produzione di liquido o croste
    • Puntini biancastri visibili ad occhio nudo tra i capelli, che anche scossi non vanno via

    Pidocchi nei bambini: come individuarli

    Per essere sicuri che si tratti proprio di pidocchi, dovete esaminare alla perfezione la testa del bimbo sotto una fonte di luce forte, possibilmente naturale. Con un vaporizzatore inumidite la capigliatura con acqua tiepida, indossate dei guanti in lattice e controllate ciocca per ciocca, anche con l’ausilio di un pettine dalle maglie molto strette, procedendo con calma dalla base alla cima del capello. A proposito del pettine, ricordate di sciacquarlo e asciugarlo spesso, prima di proseguire. Siate scrupolosi e non abbiate fretta, perché i pidocchi sono veloci nei movimenti, e potrebbero sfuggire ad un controllo poco accurato. Questo tipo di esame andrebbe effettuato spesso, soprattutto quando si sappia che magari nella scuola frequentata dal vostro bambino ci sono casi di pidocchi. Prevenire è sempre meglio che curare! Inoltre, se trovate anche solo un uovo, dovete procedere al trattamento di cura, per evitare che l’infestazione si propaghi, diventando davvero difficile da gestire.

    Pidocchi nei bambini: rimedi e prevenzione

    Le cure e i rimedi classici contro i pidocchi, una volta che siate certi che il piccolo ne sia stato contagiato, sono sostanzialmente basate sull’uso di prodotti specifici che potrete trovare in farmacia (si tratta di farmaci da banco, che non necessitano di ricetta) e che il medico stesso consiglierà. Si tratta di shampoo e altri prodotti da applicare alla testa a base di antiparassitari chimici come le piretrine naturali, il malathion o le piretrine di sintesi, ma anche il bicarbonato di sodio o il dimeticone sono sostanze utili contro questi insetti. Tra i rimedi naturali possiamo citare l’olio di Neem, e gli oli essenziali di timo, origano, lavanda o anice, perché hanno un effetto antisettico, antimicrobico e disinfettante. Questi prodotti per l’igiene vanno usati con scrupolo fino a quando non siamo sicuri di aver debellato sia i pidocchi adulti che (soprattutto), le uova. Nel frattempo, tutta la biancheria che viene in contatto con il bambino, così come i suoi vestiti, vanno lavati in lavatrice a 60°, e bisogna stare attentissimi a non contagiarsi i pidocchi a vicenda tra membri di una stessa famiglia. Anche gli attrezzi usati per i controlli, come le spazzole e i pettini vanno lavati accuratamente con acqua calda e sapone. Tagliare i capelli non serve a nulla, al limite, potrebbe essere utile per individuare meglio le uova, ma le bestioline non attecchiscono meglio su una chioma lunga piuttosto che corta. Una volta che i controlli avranno rassicurato su una totale scomparsa dei pidocchi, onde evitare recidive dovete ripeterli a scansione regolare, e poi… incrociare le dita!

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