Perdite in gravidanza, quando e perchè ci sono

Affrontiamo oggi un tema delicato e intimo: le perdite durante la gravidanza. Si tratta di un disagio che tutte le donne incinte sperimentano e che, spesso, allarmano in modo spropositato, soprattutto quando si sta vivendo la prima gravidanza e ogni piccola anomalia viene percepita con ansia e timore. State tranquille, nella maggior parte dei casi, queste piccole perdite non hanno nessun significato particolare, nè indicano uno stato patologico o un problema legato alla salute del feto. Naturalmente il nostro consiglio è sempre quello di mantenere un dialogo costante con il vostro ginecologo, al quale dovete rivolgervi per qualunque dubbio, senza remore o imbarazzi.
Tuttavia, nel nostro piccolo, ci teniamo a dare il nostro contributo per dissipare alcune delle più comuni paure e anticipare la risposta a qualche quesito a proposito delle varie problematiche legate alla dolce attesa. Torniamo, dunque, a parlare di perdite. Esse si verificano durante tutto il periodo della gestazione, ma hanno caratteristiche e origini diverse. Possono essere di due tipi: bianche o rosse (ematiche). Vediamo come, quando e perchè si verificano.
Perdite bianche o leucorrea
Si tratta di secrezioni di consistenza acquosa, spesso molto abbondanti, dall’aspetto quasi trasparente, un pochino simili a quelle che annunciano l’ovulazione a metà del ciclo mestruale.
- Quando si manifestano?
- Da cosa dipendono?
- Quali misure devo adottare?
- Quando mi devo preoccupare?
- Cosa devo fare?
Durante tutti e 3 i trimestri della gravidanza
Dalla massiccia produzione di ormoni della gravidanza (estrogeni) i quali stimolano la secrezione del muco cervicale in quantità superiori alla norma.
Curare attentamente l’igiene intima procedendo a frequenti lavaggi ma, e questo è importante, utilizzando prodotti naturali come la lavanda. Una detersione eccessiva, con prodotti non adeguati sarebbe controproducente.
Quando le secrezioni hanno una consistenza, un colore o un odore che possono far sospettare un’infezione.Vediamo nello specifico quali sono i campanelli d’allarme:
- Perdite biancastre dall’aspetto simile a ricotta, associate a prurito e gonfiore dei genitali esterni. Potrebbe essere un’infezione da Candida (un fungo)
- Perdite trasparenti e fluide associate ad un arrossamento del collo dell’utero (che verificherà il ginecologo). Sintomi di un’infezione da batterio Trichomonas
- Perdite maleodoranti dalla colorazione giallo-verdastra. Infezione da Streptococco Beta-emolitico (è un batterio)
- Perdite maleodoranti di consistenza fluida e colorazione giallastra. Possibile infezione da batterio Gardnerella
In caso di secrezioni sospette, bisogna andare subito dal ginecologo per curare l’infezione. Infatti questa potrebbe essere trasmessa al feto durante il parto. La candida, ad esempio, contagiata al bebè potrebbe causargli il mughetto. Inoltre, non curate adeguatamente, alcune di queste infezioni, come quella da streptococco beta-emolitico, potrebbero causare un parto prematuro.
Perdite ematiche
Indubbiamente, sono quelle che spaventano di più, anche perchè associate al pericolo di un aborto spontaneo, specialmente se si verificano nei primi tempi della gravidanza. Vediamo di fare un po’ di distinzioni.
- Perdite rosse nelle prime settimane
- Perdite rosse nel 1° e nel 2° trimestre
- Da cosa dipendono?
- Quando mi devo preoccupare?
- Perdite rosse nel 3° trimestre
Si tratta di “spotting” da impianto, ovvero, di piccole perdite di sangue legate all’annidamento dell’ovulo nell’utero materno. La loro lieve intensità e il non essere accompagnate da dolori addominali devono tranquillizzare le future mamme, si tratta di episodi assolutamente normali.
Si tratta di lievi perdite ematiche di colore rosso scuro o marrone
Durante questo periodo, i vasi sanguigni, soprattutto i capillari, dell’utero sono molto fragili e facili alla rottura. In particolare in seguito a:
- Rapporti sessuali
- Visite ginecologiche
Inoltre, piccole perdite sanguigne si possono riscontrare in concomitanza con il periodo mestruale. Da non sottovalutare anche l’eventuale presenza di una piaghetta al collo dell’utero, che potrebbe determinare una emorragia di minima entità senza dolori e destinata ad arrestarsi in 24 ore. Nulla di preoccupante, comunque.
Quando le perdite ematiche diventano abbondanti, di color rosso vivo e accompagnate da forti dolori addominali. Poichè potrebbe trattarsi di una minaccia d’aborto bisogna subito chiamare il medico o recarsi al pronto soccorso per scongiurare questo pericolo e verificare la vitalità del feto tramite ecografia.
Sono più rare, rispetto ai due trimestri precedenti. Se si verificano bisogna stare attente, perchè potrebbero indicare problemi alla placenta. In particolare, queste tracce di sangue dovute alla rottura di piccoli vasi sanguigni, dipenderebbero da un parziale distacco dalla parete dell’utero, oppure un posizionamento errato davanti al collo dell’utero.
Ultima segnalazione, in prossimità del parto perdite di sangue potrebbero costituire un campanello d’allarme. Indicherebbero la rottura dei capillari del collo dell’utero dovuti ad una dilatazione dello stesso e, quindi, un principio di parto prematuro. In ogni caso, per ogni dubbio o sospetto, è bene che la futura mamma si affidi al suo medico.
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Mar 26/10/2010 da Paola Perria













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