Perdite da impianto: come sono, quando compaiono e quanto durano

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    Perdite da impianto: come sono, quando compaiono e quanto durano

    Le perdite da impianto, conosciute anche come perdite di annidamento, consistono in piccole perdite di sangue che si verificano quasi sempre in corrispondenza del ciclo mestruale e che dipendono dal processo di impianto dell’ovulo nell’utero. Dopo la fecondazione, infatti, l’ovulo si divide per formare delle nuove cellule che daranno forma e vita all’embrione. Dopo essersi formato, l’embrione si sposta dalle tube verso l’utero, dove si annida e dove resterà per tutto il tempo della gravidanza. Più precisamente, andrà ad assestarsi nell’endometrio, la mucosa che ricopre la parte interna dell’utero, dove avverrà lo sviluppo della placenta e del sacco amniotico. Le perdite di sangue che vediamo dipendono dal fatto che, durante questo delicato processo, è possibile che alcuni vasi capillari dell’endometrio si rompano, provocando così un piccolo sanguinamento. In altri casi potrebbe trattarsi di sangue delle mestruazioni precedenti rimasto nella cavità uterina. Alcune volte le perdite possono essere attribuite a traumi non gravi del collo dell’utero, che comunque non devono allarmare.

    Come sono le perdite da impianto

    Le perdite si presentano come piccoli sanguinamenti sotto forma di spotting, piccole macchie di sangue di colore chiaro, rosa o marroncino. Proprio per la tempistica e per come si presentano, capita molto spesso che vengano confuse con le mestruazioni. In realtà questo tipo di perdite, a differenza del ciclo, tendono a passare con i giorni diventando sempre più chiare e scarse. Oltre alle perdite poi, ci sono alcuni sintomi che potrebbero far capire che non si tratta dei soliti dolori mestruali come, ad esempio, la nausea, i dolori alla schiena, il seno gonfio e il senso di fame. Quindi, se in seguito ad un rapporto si presentano solo questi spotting e non il ciclo, è altamente probabile che si sia instaurata una gravidanza.

    Di che colore sono e cosa significa

    Come premesso, le perdite da impianto di solito sono rosate o marroncine: entrambe possono indicare l’annidamento avvenuto, ma quelle marroncine, che si distinguono in acquose e dense, solitamente sono sangue vecchio di qualche giorno a differenza delle rosate che sono più fresche. In ogni caso anche le perdite scure possono indicare una gravidanza, specialmente se dense. Il sangue più o meno fresco aiuta piuttosto a capire quando l’annidamento è avvenuto.

    Sono pericolose o no

    Le perdite da impianto non sono pericolose nè per la donna nè per un’eventuale gravidanza in corso. In alcuni casi possono preoccupare perché vengono associate ad aborti spontanei ma non hanno nulla a che vedere con essi. Inoltre rispetto alle perdite da aborto sono più scarse e di colore meno acceso, senza contare che non comportano dolori pelvici.

    Quando compaiono

    Queste perdite compaiono in prossimità del ciclo mestruale: questo perché l’impianto solitamente si conclude circa 14 giorni dopo la fecondazione. Non a tutte le donne capita e non è indispensabile che ci siano: non averle non crea alcun danno al bambino, ritarda semplicemente la consapevolezza della donna di essere in stato interessante.

    Durata

    Come abbiamo già detto queste perdite sono soggettive e non è possibile stabilire una sola casistica. Indicativamente però possiamo dire che possono durare da un giorno fino a tre, quattro.

    Dolcetto o scherzetto?