Pediatra solo per i bambini fino ai 6 anni di età tra le riforme della Sanità, ma è polemica

da , il

    Pediatra fino ai 6 anni

    Pediatra assicurato solo fino ai sei anni di età, poi i bambini, come gli adulti, potranno ricorrere al medico di base per qualunque problema di salute. E’ questa una della riforme ipotizzate dal ministro della Sanità Renato Balduzzi, in collaborazione con la Conferenza stato-Regioni, nella bozza di Riordino delle Cure primarie attualmente in fase di studio per essere eventualmente inserita nel nuovo “Patto sulla Salute 2013-15″. Si tratta di una modifica non da poco, infatti, ciò che prevede attualmente la regolamentazione del Servizio Sanitario nazionale in materia di salute dei minori, è che fino ai 14 anni, età in cui passeranno alla cura dei medici di famiglia come adulti, siano i pediatri di zona ad occuparsi del loro benessere.

    Tuttavia, sempre la normativa prevede anche che sebbene i piccoli fino ai sei anni debbano necessariamente essere seguiti (ovviamente), dal pediatra, superata questa soglia la famiglia possa già avvalersi dell’assistenza del medico di base, ma si tratta comunque di una “scelta”, non di un obbligo. La questione ha già suscitato notevoli polemiche, soprattutto da parte dei medici pediatri, i quali sostengono che 6 anni sono troppo pochi per passare direttamente alla fascia “adulta”, diciamo così.

    “I medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più. Pensiamo al dosaggio dei farmaci che per gli adulti è unico, mentre per i bambini è legato ai kg di peso o alla superficie corporea”, spiega Alberto Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP). A tal proposito, segnaliamo anche l’obiezione alla nuova regolamentazione posta dal segretario regionale del Lazio della Federazione italiana dei Medici Pediatri, Antonio Palma:

    Il pediatra non cura solo la tonsillite: segue il paziente a 360 gradi dallo sport all’educazione, dall’alimentazione ai rapporti in famiglia. I genitori saranno costretti a ricorrere al pediatra privatamente, quindi a pagamento “, sottolinea il medico, con la conseguenza che: “i medici di base, con gli studi già pieni, si ritroveranno un’enorme fetta di pazienti in più. Dov’è il risparmio se dovrà aumentare il numero dei medici di famiglia?”. Insomma, davvero una questione aperta che non mancheremo di seguire con molta attenzione.