Pasqua: le poesie per i bambini

Pasqua: le poesie per i bambini
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    pasqua le poesie per bambini

    Tra poco sarà Pasqua: una festa ricca di poesie, filastrocche e usanze che i piccoli e i grandi amano molto. I bambini si divertono tantissimo a preparare lavoretti con le loro mani ma non solo: possono anche imparare facilmente delle bellissime poesie e filastrocche da recitare durante il pranzo di Pasqua a parenti e amici. Oggi vi vogliamo proprio proporre le più belle filastrocche pasquali per i vostri bambini. E non dimenticate di organizzare una simpatica scampagnata con pic-nic per la giornata di Pasquetta!

    Sotto un cielo primaverile
    Poi scampana allegramente
    Per avvisare tutta la gente
    Che c’è festa in tutto il mondo
    Fin nel mare più profondo
    Forte suona la campana
    Nella valle più lontana
    Per portare in ogni cuore
    La certezza dell’amore.

    Dentro un uovo di buon cioccolato
    Vorrei tanto ci fosse una cosa…
    Non un puffo, un anello, un soldato,
    ma un momento di festa gioiosa.

    Sul mandorlo in fiore.
    il vento d’Aprile
    sussurra gentile
    la prima parola d’amore.
    E’ Pasqua!
    Con garrulo grido,
    signora dell’aria
    la rondine svaria
    cercando la fronda e il nido.
    E’ Pasqua!
    Tra candidi veli
    di nubi, giocando
    trasluce sul mondo
    lo smalto azzurrino dei cieli.
    E’ Pasqua!
    Nei cuori sublime
    con Cristo risorto,
    rinasce il conforto
    che esalta, soccorre, redime.

    Da i verdi umidi margini
    La violetta odora,
    ol mandorlo s’infiora
    trillan gli uccelli a vol.
    (G.Carducci da RIME NUOVE)

    Rampicanti in fiore
    Giocano col vento
    Primaverile.
    Rondini si dondolano
    Nell’aria serale.
    (Wei Li Bo)

    Primavera d’intorno
    Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
    sì che a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
    per lo libero ciel fan mille giri,
    pur festeggiando il loro tempo migliore.
    (G. Leopardi)

    Nell’uovo di Pasqua che mai ci sarà?
    C’è forse nascosta la felicità?
    Apritelo piano se no, la per là,
    la dolce sorpresa scappare potrà.

    Pasqua dolce, Pasqua santa,
    tu che sai di primavera,
    non lo senti? E’ il cuor che canta,
    ti rivolge una preghiera:
    tanta gioia e prosperità
    a chi ha fede e crederà.

    Alla Pasqua
    Dell’anno passato
    Un palloncino
    Mi era scappato.
    Mi era scappato
    Nell’alto del cielo,
    Io lo guardavo
    E piangevo piangevo.
    Anche quest’anno
    Un pallone è volato
    Ma io ho riso
    Felice e beato.
    Il palloncino
    E’ andato lassù
    Ma io quest’anno
    Non piango più.
    (Roberto Piumini)

    Ho visto, a Pasqua, sbarcare
    dall’uovo di cioccolato
    un pulcino marziano.
    Di certo il comandante
    di quell’uovo volante
    di zucchero e cacao
    con la zampa ha fatto ciao.
    E il gatto, per la sorpresa,
    non ha detto neanche: “Miao”.
    (Gianni Rodari)

    Dall’uovo di Pasqua
    è uscito un pulcino
    di gesso arancione
    col becco turchino.
    Ha detto: “Vado,
    mi metto in viaggio
    e porto a tutti
    un grande messaggio.”
    E volteggiando
    di qua e di là,
    attraversando
    paesi e città,
    ha scritto sui muri,
    nel cielo e per terra:
    Viva la pace,
    abbasso la guerra.
    (Gianni Rodari)

    A festoni la grigia parietaria
    come una bimba gracile s’affaccia
    ai muri della casa centenaria.
    Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
    sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
    spietatamente, con tenaci braccia.
    Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
    il richiamo di Pasqua empie la terra
    con l’antica pia favola dell’ovo.
    (Guido Gozzano)

    Tu pensi ai tempi andati
    quand’eri ancor bambina
    e il cuoricino tuo s’emozionava
    per una tavola imbandita
    con uova colorate fatte
    da mamma tua,
    con fior di primavera
    con dolci e cioccolata.
    Per l’aria odor di fiori
    e suoni di campane,
    un senso d’allegrezza
    tutta ti dominava
    ma tu sei sempre quella
    ed io così ti vedo
    e voglio darti ancora
    con questo uovo di Pasqua
    insieme a quel ricordo
    tutta la gioia piena
    d’averti ritrovata.

    (Antonino Zambotti)

    E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
    campagne sotto il mietitor rimorte,
    il suo giorno non molto era lontano.
    E stettero le donne in sulle porte
    delle case, dicendo: Ave, Profeta!
    Egli pensava al giorno di sua morte.
    Egli si assise, all’ombra d’una meta
    di grano, e disse: Se non è chi celi
    sotterra il seme, non sarà chi mieta.
    Egli parlava di granai ne’ Cieli:
    e voi, fanciulli, intorno lui correste
    con nelle teste brune aridi steli.
    Egli stringeva al seno quelle teste
    brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
    temo per l’inconsutile tua veste;
    Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
    -Il figlio Giuda bisbigliò veloce-
    d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
    Barabba ha nome il padre suo, che in croce
    morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
    -No-, mormorò con l’ombra nella voce,
    e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

    Se non ti senti di scalare il Sinai od altri Olimpi,
    cerca di salire su un’umile scala di tre gradini
    e sosta, se vuoi, dove il tuo cuore trova Pace.
    Nel primo gradino c’è scritto: “Non fare del male.”
    Nel secondo: “Fa’ del bene.”
    Nell’ultimo: “Ama.”

    Alla selve,alle foglie dei boschi è dolce primavera;
    a primavera gonfia la terra avida di semi.
    Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
    Con piogge fertili
    E acende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
    Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
    E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
    ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.
    Virgilio ( poeta latino)

    Batte la luna soavemente
    Di là dai vetri
    Sul mio vaso di primule:
    senza vederla la penso
    come una grande primula anch’essa
    stupita
    sola
    nel prato azzurro del cielo.
    (A.Pozzi)

    Dall’uovo di Pasqua
    è uscito un pulcino
    di gesso arancione
    col becco turchino.
    Ha detto: “Vado,
    mi metto in viaggio
    e porto a tutti
    un grande messaggio”.
    E volteggiando
    di qua e di là
    attraversando
    paesi e città
    ha scritto sui muri,
    nel cielo e per terra:
    “Viva la pace,
    abbasso la guerra”.
    Gianni Rodari

    Tu pensi ai tempi andati
    quand’eri ancor bambina
    e il cuoricino tuo s’emozionava
    per una tavola imbandita
    con uova colorate fatte
    da mamma tua,
    con fior di primavera
    con dolci e cioccolata.
    Per l’aria odor di fiori
    e suoni di campane,
    un senso d’allegrezza
    tutta ti dominava
    ma tu sei sempre quella
    ed io così ti vedo
    e voglio darti ancora
    con questo uovo di Pasqua
    insieme a quel ricordo
    tutta la gioia piena
    d’averti ritrovata.
    Antonino Zambotti

    A festoni la grigia parietaria
    come una bimba gracile s’affaccia
    ai muri della casa centenaria.
    Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
    sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
    spietatamente, con tenaci braccia.
    Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
    il richiamo di Pasqua empie la terra
    con l’antica pia favola dell’ovo.
    Guido Gozzano

    Sembra che insieme a Dio resuscitato
    in Noi torni la Pace un dì sparita
    nel triste andare del sentiero usato.
    E torna ancora la speranza a vita
    d’essere sempre buoni, sempre bravi
    a casa, negli uffici e nella vita.
    Nei campi vedi fior, vedi le rose
    rendere belle tutte le altre cose;
    Si sente il cinguettio d’uccelli in festa
    che l’usignolo, in canto, hanno alla testa.
    Perciò, con la speranza di ben fare,
    io Vi saluto e Vi ringrazio tutti
    e Buona Pasqua Vi voglio augurare
    Prima, però , V’abbraccio fortemente
    insieme ai Vostri cari e ad ogni gente
    ricordandovi sempre nella mia mente.
    Silvio Dionigi

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