Parto pretermine: sintomi, cause e possibili conseguenze

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    Si parla di parto pretermine quando il travaglio ha luogo tra la 25ma e la 37ma settimana completa di gestazione: il termine canonico della gravidanza è infatti datato a 40 settimane ma capita spesso che i nostri piccoli decidano di venire al mondo un po’ prima. Ovviamente più si riesce ad andare avanti con la gravidanza meglio è, soprattutto per lo sviluppo del neonato, anche se possono insorgere patologie che rendono necessario un parto anticipato. Secondo le ultime stime infatti, il 10 % dei bambini nasce pretermine, con diverse conseguenze in base alla settimana di gestazione raggiunta.

    Le cause del parto pretermine

    Come sottolineano gli esperti, in moltissimi casi, possono essere le malattie infettive della mamma (tra cui ricordiamo le vaginosi batteriche ma anche le infiammazioni più generiche) a far anticipare il parto. Ma non solo: tra gli elementi che possono favorire un parto pretermine troviamo anche l’età avanzata della mamma, quando è oltre i 40 anni o quando una mamma è troppo giovane, i problemi alla placenta, anemia della mamma ma anche ipertensione gestazionale. Inoltre anche l’abuso di droghe, fumo e alcol, sono fattori che possono fare anticipare il parto.

    Conseguenze del parto pretermine

    Va premesso che i sintomi di un parto pretermine sono abbastanza chiari e vanno dalla rottura del sacco amniotico, i dolori addominali e la presenza di contrazioni forti e continue. Anche in presenza di perdite di sangue una donna incinta dovrebbe recarsi subito al pronto soccorso. Se la minaccia è reale, si cercherà in tutti i modi di posticipare il parto mentre in casi particolarmente gravi si può anche ricorrere al cesareo d’urgenza. Le conseguenze del parto pretermine per il bambino sono molto diverse ed è impossibile stabilire a priori come starà il neonato: è chiaro però che più la gravidanza è inoltrata, meno saranno le gravi le conseguenze per la salute del bambino. Dalla classificazione medica il parto prematuro viene definito estremamente precoce quando il travaglio ha luogo prima della 24ma settimana, precoce se il travaglio avviene tra la 24ma e la 32ma settimana e tardivo quando il travaglio ha luogo tra la 32ma e la 36ma settimana. Per i piccoli nati pretermine i problemi rispetto ai neonati a termine sono maggiori: il più grave è chiaramente il mancato completo sviluppo degli organi che li rende più fragili e più soggetti al rischio di mortalità nei primi dodici mesi di vita. Può comparire nei bambini prematuri anche la RDS (Respiratory Distress Sindrome), la sindrome del distress respiratorio ovvero la malattia da membrane ialine polmonari che non permette ai piccoli di respirare nel modo corretto: quando una donna ha una minaccia di parto pretermine le viene così somministrato un corticosteroide per accelerare la maturazione polmonare del feto.