Parto podalico: cos’è, i rischi e le manovre ostetriche

Una condizione più complessa di un parto in posizione cefalica, che necessita verifiche per evitare complicanze per la mamma e il bambino

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    Parto podalico: cos’è, i rischi e le manovre ostetriche

    Sai cos’è il parto podalico? Conosci i rischi e le manovre ostetriche se il bambino non dovesse presentarsi con la testa diretta in basso verso il canale da parto? Ecco quello che una futura mamma deve sapere se il bambino che deve nascere rimane con i glutei o i piedi verso il basso, quella che viene definita “presentazione podalica” e che si presenta nel 3% delle gravidanze.

    Arrivati alla 32/34esima settimana, il 93/94% dei bambini in procinto di nascere si è girato con la testa in basso, e la probabilità che quelli non ancora in posizione si girino nella posizione corretta prima del parto sono del 78% se è la seconda o terza gravidanza della mamma, e del 46% se la mamma è alla sua prima gravidanza. Si rende quindi necessaria un’ecografia nelle due settimane successive per accertare la posizione del bambino e decidere sulle modalità del parto:

    • Se il bambino si è girato e la presentazione fosse diventata cefalica il travaglio può essere spontaneo senza nessuna necessità di alternative
    • Se la mamma è al suo primo parto e il bambino dovesse essere ancora in posizione podalica viene sconsigliato il parto per via vaginale e i medici consiglieranno un parto cesareo programmato alla 38/39esima settimana
    • Se la mamma è al suo secondo o terzo parto e il bambino dovesse essere ancora in posizione podalica la possibilità di poter affrontare un travaglio naturale viene discusso

    Le manovre ostetriche

    Se non vi è un pregresso taglio cesareo e se il feto è in salute, alla 36/37esima settimana il bambino dovesse essere ancora in una posizione podalica si può decidere di procedere con delle manovre ostetriche eseguite gratuitamente in ospedale in regime di day hospital.

    Si arriva a digiuno la mattina nella struttura sanitaria dove per prima cosa viene somministrato un farmaco per rilasciare l’utero, seguito da un’ecografia per controllare le misure e il peso del bambino, la sua posizione e quella della placenta e del cordone ombelicale, e infine viene calcolata la quantità di liquido amniotico. Viene inoltre eseguito un monitoraggio cardiotocografico fetale per registrare la frequenza cardiaca fetale, e per ultimo si effettua anche un ecodoppler.

    Una volta analizzati tutti i risultati degli esami, gli operatori decidono come procedere con le manovre volte a far girare il bambino in posizione cefalica per affrontare la discesa nel canale del parto nel modo più corretto.

    La manovra si esegue esternamente, e consiste nel sollevare il sedere dal bambino appoggiando una mano sull’addome della mamma, per aiutarlo a girarsi. In assenza di complicazioni, l’operazione manuale ha una durata di circa 1 minuto, durante il quale il bambino viene costantemente monitorato, e ne lui ne la mamma subiscono traumi.

    Se durante la procedura si dovessero notare rallentamenti del battito cardiaco del bambino la manovra verrà sospesa, e nei rari casi di complicazioni maggiori si procederà con un taglio cesareo in giornata.

    Al termine della manovra ostetrica il bambino continua ad essere controllato grazie a diversi monitoraggi cardiotocografici fetali eseguiti prima delle dimissioni, nella giornata seguente e una settimana dopo la manovra.

    Questo tipo di manovre ha una percentuale di successo intorno al 60-75%.

    I rischi

    In presenza di una posizione podalica del bambino, i medici consigliano un taglio cesareo programmato per evitare un taglio cesareo d’urgenza che spesso si rende necessario davanti ad un parto podalico.

    La possibilità di un parto naturale con presentazione podalica può essere effettuato solo in presenza di condizioni favorevoli come un bambino non troppo grande e senza alterazione del battito cardiaco, una cervice ben dilatata e una pelvi larga in modo che il bambino possa comunque scendere con facilità, la presenza di un’anestesista che possa effettuare un taglio cesareo d’urgenza, e soprattutto un bambino a termine poichè i prematuri sono più fragili e con una testa più voluminosa del corpo.

    La mamma deve però essere consapevole che vi sono dei rischi nel voler procedere con un travaglio normale:

    • Possibile utilizzo del forcipe, una grande pinza per cingere la testa del bambino e farla uscire con conseguenze fisiche per la mamma e il bambino
    • Rischio di prolasso uterino
    • Rischio di compressione del cordone ombelicale con rallentamento e diminuzione del flusso ematico e dell’ossigenazione fetale

    Prima di affrontare un parto podalico è quindi molto importante consultare un medico specialista per valutare cosa sia davvero opportuno fare, per il benessere sia della mamma che del bambino.