Parto in casa: una libera scelta? [VIDEO]

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    Il parto in casa è il sogno di molte donne, anche se spesso si tratta di una pratica irrealizzabile. Ci sono al contrario molte donne che non si sognerebbero mai di mettere al mondo il loro bambino in casa e si affidano alla sicurezza di un ospedale. La legge in realtà non vieta il parto in casa ma sono sempre più i casi di donne che lamentano l’impossibilità nella pratica di far nascere il proprio bambino tra le mura domestiche. In questi giorni fa anche discutere il caso di Agnes Gereb, ostetrica ungherese condannata agli arresti domiciliari perché accusata di negligenza durante alcuni parti che ha seguito in casa.

    Il caso di Agnes Gereb

    L’ostetrica infatti vanta una carriera di più di 20 anni ed ha assistito più di 3000 donne durante il loro parto in casa. Ora viene accusata, e condannata, perché due di queste donne sono morte per complicanze legate alla nascita dei loro bambini e lei è stata ritenuta responsabile. Un caso che inevitabilmente sta suscitando un mare di polemiche e che è stato raccontato nel video che vi proponiamo, Freedom for birth che parla anche di tutte quelle donne che hanno deciso di mettere al mondo i loro figli in casa invece che in una sala parto dell’ospedale. Per queste donne mantenere la tranquillità data anche dall’ambiente famigliare è fondamentale. Per loro inoltre, troppo spesso nelle sale degli ospedali, durante il parto, le donne sono vittime di soprusi psicologici e non riescono a godere fino in fondo del magico dono della vita. Pensate che Anna Ternovsky, una delle madri che in passato si è avvalsa dell’assistenza dalla signora Gereb, ha denunciato il suo Paese perché non garantisce alle donne la possibilità di partorire in casa. La Corte Europea ha dato una prima sentenza, che sottolinea che ogni donna, in Europa, ha il diritto legale di scegliere da sola dove e come partorire. Peccato che nella pratica questo molto spesso sia impossibile.

    Parto in casa, la situazione in Italia

    E’ innegabile che negli ultimi anni la situazione delle donne incinta sia radicalmente cambiata. Il parto, da atto naturale che avveniva in casa, non comunque senza rischi, è diventato un vero e proprio “intervento” e la partoriente è diventata una paziente, quasi soffrisse di una malattia. Questo è quello che combattono le tantissime donne che vorrebbero che la nascita di un bambino tornasse ad essere un atto naturale e più semplice. Peccato che molte di queste donne, soprattutto le più estremiste, non parlino di tutte le donne morte o che hanno riportato problemi permanenti, oggi come nel passato, per l’assenza di un’adeguata assistenza. In Italia, il 99% delle donne che partorisce, lo fa in ospedale ma va anche detto che l’Italia è il Paese con il terzo più alto numero di cesarei, dopo Messico e Portogallo. “Attenzione però a leggere le statistiche confrontando la tipologia di rischio”, dice Fabio Mosca, responsabile dell’unità operativa di Neonatologia della Mangiagalli di Milano. “Il parto deve essere fatto in ospedale. E’, sì, un evento fisiologico, ma può rapidamente trasformarsi, in modo non prevedibile. Solo in una struttura ospedaliera è garantita la presenza di un medico ginecologo o di un neonatologo, che possono intervenire tempestivamente”. Non è d’accordo invece Marta Campiotti, presidente dell’Associazione Nazionale Culturale Ostetriche: “Il rischio zero non esiste, ma le nostre statistiche non presentano casi di “incidenti”; capita che il 20% dei parti che seguiamo a casa vengano trasferiti in ospedale, anche solo per prudenza, se si prospettano problemi. Non si tratta quasi mai di vere emergenze e siamo preparate ad affrontare qualsiasi situazione”.