Parto cesareo, un test per capire se serve

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    Un test che stabilisce preventivamente la necessità o meno di un taglio cesareo. Che ne pensate mamme? Mi sembra una buona notizia, questa segnalata online dalla BBC. La metodica è stata messa a punto da una società privata svedese, la Obstecare, partendo da una ricerca condotta presso l’Università di Liverpool ed il Liverpool Women’s Hospital. Il tutto parte dal concetto che l’utero è un muscolo e quindi se viene messo sotto sforzo produce acido lattico. L’esame consiste dunque nel valutare la concentrazione di questa sostanza nel liquido amniotico della donna.

    Se i valori sono troppo alti, significa che le contrazioni uterine non avranno la forza necessaria per portare a termine un parto fisiologico, cioè naturale.

    Questi valori sono indicativi anche e soprattutto in relazione all’utilizzo dell’ossitocina, il farmaco che si usa solitamente per stimolare le contrazioni. Una metodica quindi che risulterebbe inutile e che avrebbe come unico risultato quello di un travaglio più lungo e doloroso, ritardando con i rischi connessi il necessario cesareo.

    Al contrario, se nel liquido amniotico di una donna si riscontra una bassa concentrazione di acido lattico significa che il suo utero è in grado di offrire le giuste contrazioni e si potranno attendere quelle più forti, evitando l’intervento chirurgico.

    In Italia, dove si supera di gran lunga il limite necessario di tagli cesarei la cosa sarebbe auspicabile. Pensate che abbiamo il record negativo europeo con il 39% del totale delle nascite!

    Nel frattempo il test è già in uso in Scozia, Norvegia e Belgio, ma lì la maternità è vissuta sicuramente in maniera diversa. Chissà perché.