Parto cesareo, in Italia il record europeo

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Parto cesareo

Non è una novità, ma gli ultimi dati sono ancora più sorprendenti. In Italia c’è il record europeo di parti cesarei. A dimostrarlo è l’ultima statistica dell’Organizzazione mondiale della sanità che chiede che i cesarei non superino il 15% del totale delle nascite. Purtroppo nel nostro Paese sfiorano il 38% (i dati sono del 2007). E’ il tasso più alto in Europa che oscilla dal 15% dell’Olanda al 27% della Germania. Come vedete superiamo i tedeschi di 11 punti percentuali, ma se andiamo ad analizzare la situazione nelle singole regioni, ci sono casi in cui il cesareo arriva al 60%, come in Campania nelle strutture pubbliche e sale al 78% in quelle private.

Il cesareo è un intervento e se non necessario può anche avere delle complicazioni per la mamma e per il bambino, inoltre, è un costo inutile per la sanità pubblica quando non ci sono le condizioni che ne dimostrano l’esigenza. C’è però da mostrare un’altra faccia della medaglia: a volte i medici decidono per il cesareo, terrorizzati dalle denunce, oppure alcune strutture lo fanno per motivi economici, la richiesta di rimborsi. Poi ci sono situazioni più incresciose: spesso manca il personale e non sempre, per questo motivo, è garantita, per esempio, l’epidurale 24 ore su 24.

Nelle regioni del Nord Italia, la situazione non è migliore. In Friuli Venezia Giulia, in Toscana e in Lombardia i parti cesarei si attestano tra il 24% e il 28%. Solo Bolzano, però, con il 20%, si avvicina ai valori raccomandati dall’Oms e dal ministero della Salute italiano (20%).

Riagganciandoci a un recente fatto di cronaca avvenuto a Messina, invece, Maurizio Maggiorotti, presidente dell’Amami, l’Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente, ha commentato. ”Demonizzare il taglio cesareo può creare danni irreparabili. Il ginecologo che prende questa decisione lo fa per il benessere del nascituro e della mamma, non certo per interesse economico”.

Fonte | Virgilio

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Gio 02/09/2010 da Valentina Morosini

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