Orecchioni: quali i sintomi e le complicanze

Parotite

La parotite, meglio conosciuta col termine orecchioni, è una malattia infettiva virale. E’ tra quelle che colpiscono con regolarità i bambini e mettono in ansia noi mamme. E’ rara prima dei 6 mesi di vita, grazie alla protezione degli anticorpi materni trasmessi al neonato con la gravidanza. Crea un’immunità: cioè e difficilmente si ripete una seconda volta. L’incubazione è di circa 15-20 giorni. La malattia dura un decina di giorni ed è contagiosa nel periodo in cui c’è l’infiammazione. Dove? Ovviamente in prossimità delle orecchie. Per essere precisi però bisogna sottolineare che a gonfiarsi, a causa dell’aggressione del virus, è la ghiandola “parotite”.

A cosa serve solitamente? La parotite è deputata alla secrezione della saliva! Di sicuro il vostro bambino darà segni di malessere. Il sintomo maggiore sarà quello del dolore in prossimità dell’orecchio, dove è posizionata la ghiandola. Spesso questa si ingrossa a tal punto da modificare anche la fisionomia del viso: il lobo dell’orecchio viene spinto in fuori. Da qui il nome di “orecchioni” per questa malattia virale. Inizialmente può colpire un lato solo, per poi diventare bilaterale verso il secondo o terzo giorno.

Può manifestarsi con la febbre, e non deve preoccupare. Le complicanze sono rare, ma non vanno sottovalutate: l’orchite, la meningoencefalite e l’infiammazione del nervo acustico.

La prima, è forse la più temuta e conosciuta tra i rischi della parotite: nei maschietti causa dolore ai testicoli. E’ comunque rarissima prima dei 10 anni. Negli adulti in 1 caso su 1000 può provocare sterilità.

La menigoencefalite si presenta con vomito, febbre e mal di testa (si manifesta in 1-2 casi su 1000) e, nonostante il nome preoccupante, si risolve senza danni neurologici. Anche l’infiammazione del nervo è rara, ma in questo caso può provocare una sordità permanente.

Cosa fare? Sicuramente utilizzare il paracetamolo per la febbre (allevierà anche un poco il dolore). Sapete già amiche mamme, che con i virus non ci sono terapie particolari. In realtà esiste il vaccino, che si propone ( è tra quelli facoltativi) tra i 15 ed 18 mesi a tutti i bimbi, insieme a quello del morbillo e della rosolia.

Conviene dare ai bimbi cibi morbidi, o meglio liquidi, perché la masticazione è ovviamente dolorosa. Non solo: evitate le spremute o i cibi salati: possono aumentare la salivazione e dunque l’attività della ghiandola parotide. Per il resto, vedrete che tutto si risolverà in pochi giorni.

Quando allarmarsi? Ve lo dirà il vostro istinto materno. Comunque se nei bimbi più grandicelli compare dolore ai testicoli, o in generale se c’è un irrigidimento del collo o il gonfiore non passa dopo una settimana. Il vostro pediatra vi consiglierà al meglio, fidatevi.

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Lunedì 21/06/2010 da in

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