OMS, troppi bambini muoiono per le mancate vaccinazioni

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    OMS, troppi bambini muoiono per le mancate vaccinazioni. I dati riportati dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, in materia di vaccinazioni sono a dir poco sconfortanti. Un bambino su 5 non riceve vaccini salvavita con conseguenze terribili a livello di numeri. Basti pensare che se tutti i bambini del mondo venissero vaccinati, si salverebbero annualmente 1,5 milioni di piccole vite umane che ora, invece, periscono per malattie prevenibili. Le ragioni sono diverse: se nei paesi occidentali le campagne anti-vaccini hanno diffuso sfiducia nei confronti dei metodi preventivi, convincendo un numero crescente di genitori a rinunciarvi, nei paesi più poveri mancano i fondi per acquistare le vaccinazioni.

    Le piccole vittime delle mancate vaccinazioni aumentano di giorno in giorno. Colpa del divario tra paesi occidentali e in via di sviluppo ma anche della paura immotivata, diffusasi capillarmente, dei vaccini salvavita. Perché se da un lato ci sono loro, i bimbi poveri che non possono usufruire delle vaccinazioni gratuite, dall’altro ci sono i genitori della fetta ricca del mondo che li rifiutano per timore di improbabili effetti collaterali.

    Che sia importante informarsi e valutare con intelligenza i pro e contro delle vaccinazioni per poter fare una scelta in modo autonomo e consapevole non si discute. Ma prendere per vere, senza minima cognizione di causa, teorie cospirazioniste e assurde bufale è un’altra cosa. La medicina non sarà infallibile ma per demolirla non bastano le eccezioni alla regola. Supponendo che i casi di autismo, cavallo di battaglia delle campagne anti-immunizzazione, fossero davvero una conseguenza dei metodi preventivi attualmente in uso, ma in una percentuale irrilevante, che fare? Mettere a rischio i nostri figli esponendoli ad alte probabilità di contrarre malattie facilmente prevenibili (e letali) o correre il rischio, pressoché nullo, di autismo?

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    Sono i dati a parlare visto che in Europa, come negli Usa, malattie che sembravano debellate, dal morbillo alla parotite fino alla pertosse, stanno tornando alla ribalta, in negativo. Per non parlare poi dei bimbi che i vaccini non se li possono permettere, in quelle parti del mondo (e sono la maggioranza), dove l’assenza di prevenzione miete annualmente 1 milione e mezzo di piccole vittime. A confermalo è l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione della settimana mondiale delle vaccinazioni. Le statistiche dell’Aifa sono altrettanto sconfortanti: se la polio è endemica (e continuerà ad esserlo) in ben 3 paesi del mondo, in 24 paesi il tetano materno e neonatale è ancora molto diffuso e in ben 65 paesi la copertura vaccinale al 90% contro difterite, tetano e pertosse per il 2015 è un obiettivo ancora irraggiungibile.

    Non bastano gli interventi per diminuire il divario di immunizzazione fra diverse aree del pianeta, incentivato dalla campagna lanciata dall’OMS, “Close the immunization gap”, ma bisogna trasmettere, a livello internazionale, l’idea che “la vaccinazione è anzitutto un concetto, una battaglia tra idee. È necessario sostenere l’idea della vaccinazione, sulla base delle evidenze e con la capacità di comunicare contenuti scientifici a una platea ampia e non necessariamente preparata, contrastando la disinformazione”, come ribadito dal Direttore Generale dell’Aifa, Luca Pani.

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