Obesità infantile, il progetto “frutta nelle scuole”

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    Abbiamo parlato spesso del progetto “frutta nelle scuole” contro l’obesità infantile. L’obiettivo dell’Unione Europea era quello di distribuire dei frutti al posto delle merendine per favorire una sana e corretta alimentazione tra i bambini, evitando il consumo di zuccheri e grassi, di cui le merendine sono piene. Purtroppo il progetto è rimasto più un’idea che altro: non è decollato. I motivi dell’insuccesso sono diversi: da quelli di natura economica a quelli di natura burocratica, alle difficoltà culturali dei diversi Paesi europei.

    Noi italiani per una volta ci siamo comportati abbastanza bene: sicuramente la tradizione mediterranea è stata d’aiuto. Il primo anno del programma “Frutta nelle scuole” ha raccolto l’adesione di oltre 4.000 scuole primarie, coinvolgendo un totale di 868.900 alunni. Quest’anno le adesioni sono più che raddoppiate: più di 8mila scuole primarie, per un totale di1.340.00 alunni, con al primo posto la Lombardia, seguita da Puglia e Sicilia.

    L’obiettivo, ricordiamo, è la lotta all’obesità infantile, in continuo aumento e causa di numerosi problemi di salute nel bambino: ipertensione, iperinsulismo, diabete tipo 2 e steatosi. Nei 27 paesi Ue, ben 22 milioni di bambini sono sovrappeso e 5,1 milioni obesi.

    Solo in Italia, il 23,6% dei bambini risulta sovrappeso e il 12,3% obeso, cioè più di 1 bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Il programma “Frutta nelle scuole” mira a inserire nutrizione, salute e agricoltura nei programmi didattici della scuola elementare. Può sembrare poco, ma iniziare proprio da lì è l’unico modo per fare prevenzione in modo corretto. Avere bambini consapevoli e sani, vuol dire avere degli adulti in salute (meno costi per la sanità).