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Nono mese di gravidanza, cosa succede?

Nono mese di gravidanza, cosa succede?

Arrivate al nono mese di gravidanza è arrivato il momento di dare il benvenuto al vostro bambino

da in Calendario Gravidanza, Gravidanza
Ultimo aggiornamento:
    La gravidanza mese per mese

    E’ iniziato il nono mese di gravidanza, l’ultimo mese della gravidanza, ma cosa succede adesso? Ormai manca davvero pochissimo al momento dei parto, e il vostro bambino, che presto stringerete tra le braccia, dovrebbe essersi già sistemato in posizione podalica, ossia rivolto con la testa verso il basso. Scopriamo cosa dobbiamo aspettarci in queste ultime settimane che precedono il parto.

    Il nono mese di gravidanza

    Il nono mese di gravidanza ha inizio a 35 settimane + 1 giorno e termina a 40 settimane , e in condizioni normali già dalla 38esima settimana di gravidanza ci si può aspettare di entrare in travaglio.
    In questo ultimo periodo il bimbo, completamente maturo, distinguerà le sue gambe dalle braccia e farà fatica, per la dimensione, a girarsi nel liquido amniotico. Visto il poco spazio a disposizione, i movimenti fetali al nono mese potrebbero essere meno frequenti. A questo punto dovrebbe essere podalico, ovvero con la testa in basso, posizionata contro i muscoli pelvici e proprio per questo la vostra pancia diventerà più dura e bassa.

    Al nono mese di gravidanza l’utero, notevolmente aumentato di volume, preme moltissimo sulla vescica determinando una minzione frequente. Si verifica inoltre compressione a livello intestinale, per questo potreste avvertire sintomi come stitichezza o diarrea. Sono poi frequenti disturbi e dolori a livello dell’osso sacro, dolori al basso ventre simili ai dolori mestruali, acidità di stomaco, gambe gonfie, giramenti di testa e in certi casi persino nausea, che fortunatamente si può combattere con i rimedi naturali.

    Come abbiamo detto, al nono mese di gravidanza la pancia diventa dura e si possono avere perdite bianche assolutamente fisiologiche, ma fate attenzione a quelle rosse perchè solitamente precedono l’inizio del travaglio.
    A livello emotivo potreste essere molto stressate, soffrire di insonnia ed alternare eccitazione ad angoscia. A questo proposito vi consigliamo di dedicarvi ad attività rilassanti e serene, iniziando la giornata con una bella passeggiata, perchè camminare al nono mese di gravidanza fa molto bene sia alla mamma che al bambino, che sarà anche sollecitato a farsi conoscere!
    Attenzione che in queste ultime settimane potrebbero manifestarsi anche le contrazioni di Braxton Hicks, i cui sintomi non vanno confusi con quelli delle vere contrazioni, che sono invece ravvicinate e dolorose.

    I sintomi del parto

    Il nono mese di gravidanza è al termine e i sintomi del parto, ossia quelli che precedono il travaglio da riconoscere per sapere qual è il momento giusto per andare in ospedale sono:

    • Perdite bianche di liquido amniotico
    • Perdita del tappo mucoso, una perdita vaginale biancastra e molto densa
    • Mal di schiena dovuto all’abbassamento del bambino
    • Dolori al basso ventre perchè il bambino premere nella parte bassa del ventre della mamma
    • Fatica a respirare per via della pressione del feto
    • Contrazioni intense e regolari con una distanza tra una e l’altra di 5 minuti
    • Rottura delle acque, ossia l’inizio del travaglio

    Come prepararsi al parto
    Il parto è ormai vicino, conviene quindi preparare tutto e tenersi pronte. Sistemate tutti gli esami, le analisi e le ecografie fatte in gravidanza in una cartelletta da consegnare agli operatori quando arriverete nella struttura sanitaria scelta, senza dimenticare il documento di identità e la tessera sanitaria. La valigia per l’ospedale deve avere tutto il necessario sia per la mamma che per il nuovo nato e per essere certe di cos’avrete bisogno basta richiedere la lista all’ospedale dove andrete a partorire.
    La futura mamma dovrebbe anche cercare si rilassarsi e riposarsi di più nell’ultimo mese di gravidanza, magari facendo qualche qualche esercizio di yoga, rebirthing e il training autogeno respiratorio.

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