Neonato prematuro: alimentazione e crescita

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    La lotta per la vita di un bimbo prematuro

    Neonato prematuro. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, un neonato è prematuro se nasce prima delle 37 settimane o con un peso inferiore ai 750 gr. Tra le cause principali della prematurità l’età avanzata della mamma, diverse patologie della gravidanza come ipertensione, preeclampasia e diabete, gravidanze a rischio. A seconda del grado di prematurità, quasi a termine (nato al settimo mese), tardivo o grave, questi bimbi vengono sottoposti a cure specifiche, in aggiunta ai normali controlli, approssimativamente dai 2 ai 6 anni. Uno dei parametri più importanti per valutare se tutto procede bene è la crescita, che risente dello scarso peso iniziale fino ai 2 anni di età. E’ quindi importante tenerla sotto controllo e favorirla con un’alimentazione adeguata.

    La crescita

    Per i bambini prematuri, che sono più sensibili al dolore, crescere è molto difficoltoso, fino ai 24 mesi risentono infatti dello scarso peso iniziale. E’ quindi fondamentale sottoporli a controlli frequenti per verificare che la loro curva di crescita, detta di recupero, rientri nella norma. A questo scopo esiste un’apposita tabella di crescita per prematuri, su cui basarsi almeno fino ai 2 anni di età, momento in cui sarà finalmente possibile seguire le stesse curve di crescita dei bambini normali, eccetto nei casi più gravi. Andrà inoltre tenuto sotto osservazione l’apparato respiratorio, che matura completamente intorno alle 34 settimane, quando il bimbo sviluppa la capacità di respirare con i polmoni. Lo sviluppo psicomotorio dei neonati prematuri, che in Italia sono 40 mila l’anno, ha tempi e modi diversi, ma nella maggior parte dei casi i bimbi recuperano entro i due anni.

    L’alimentazione

    Nei neonati con peso inferiore a 1 chilo, partoriti prima della 30esima settimana, l’alimentazione avviene in un primo momento tramite flebo, poi tramite sondino nello stomaco. In questo modo il piccolo si abitua progressivamente al latte, che viene introdotto goccia a goccia in quantità sempre più crescente, portando a maturazione completa la funzione intestinale. Preziosissimo anche il latte materno, non solo ricco dal punto di vista nutrizionale, ma utile per limitare il rischio di intolleranze, per favorire la maturazione intestinale e per rafforzare il sistema immunitario, particolarmente fragile nei bimbi prematuri. Fino alla 33esima settimana il latte viene estratto con un tiralatte e dato al bimbo tramite biberon. Dopo lo svezzamento è invece fondamentale non sforzare il bambino se mangia poco e chiedere, se necessario, il parere del pediatra.