Neonati, il 25% dei bebé cardiopatici viene dimesso dall’ospedale senza diagnosi

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    Sono tanti i neonati con difetti cardiaci. Secondo i dati presentati a Milano all’Ospedale dei Bambini Buzzi da Lindsey Allan, massima esperta internazionale del settore, l’1% di tutti i nati vivi è portatore di un difetto cardiaco, ma il 25% dei bebè con gravi forme di cardiopatia congenite, viene dimesso dall’ospedale senza la diagnosi. Per essere più precisi, quasi un bambino su 4 scappa all’esame clinico. Ovviamente, questo è quanto ha riportato la specialista che ha vinto il premio Arrigo Recordati per la ricerca scientifica. Ma vediamo meglio il contenuto del suo intervento.

    Perché la dottoressa è tanto importante? È una sorta di punto di riferimento per la comunità scientifica perché è stata la prima al mondo a documentare le immagini ecocardiografiche normali del cuore del feto e a descrivere in fase prenatale le alterazioni morfo-funzionali in numerosi casi di malformazioni cardiache.


    Teniamo conto che oggi grazie a nuovi strumenti d’esame e a macchine sempre più sofisticate è possibile fare delle diagnosi mentre il bimbo è ancora nel pancione della mamma. Ma è stato anche grazie alla Allan che si è giunti a questo risultato.

    Una diagnosi tempestiva significa essere in grado di garantire al bambino, fin da subito, le migliori cure e uno sviluppo normale. Purtroppo le cardiopatie congenite prenatali rappresentano la principale causa di mortalità infantile durante il primo anno di vita. Sono quindi, secondo il medico, un’emergenza sociale e hanno un grave impatto sia sul bambino, che può essere in pericolo, sia su quella dei genitori. Un conto, infatti, è affrontare un aborto o delle cure anche invasive per aiutare il bimbo a vincere la malattia, un conto è superare un lutto di un neonato e sapere che non si è fatto abbastanza.

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