Musica in culla per bebè più intelligenti

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    Musica in culla bebe

    Bebè più intelligenti grazie alla musica, purché ascoltata in culla, dalla nascita, e soprattutto purché “praticata” attivamente fin dai primi mesi di vita. Pare proprio che note musicali e ritmo abbiano degli effetti miracolosi (o quasi) sullo sviluppo cognitivo umano, oltre che ottimo metodo per rilassare neonati irritabili o con disturbi del sonno. Insomma, non solo utile come ninna nanna, ma vero e proprio stimolo per le mente e per il carattere, questo sembra essere il potere della musica. Una ricerca del 2006 aveva già dimostrato come il solo atto di ascoltare melodie di grande bellezza e suggestione (come le arie mozartiane, ad esempio), potesse aiutare i piccoli a sviluppare le loro capacità intellettive e mnemoniche.

    E ora la stessa ricercatrice che aveva pubblicato questo studio, “rincara” la dose sostenendo che ascoltare non basta, ancora più utile è “farla”, la musica… fin da subito. Vediamo come.

    Musica per bebè

    La studiosa Laurel Trainer, Direttrice del McMaster Institute for Music and the Mind (Canada), ha pubblicato degli articoli sulle riviste Developmental Science e Annals of the New York Academy of Science a proposito dei risultati eccezionali ottenuti con le sue lezioni di musica per bambini piccolissimi. Stiamo parlando di bebè di meno di un anno di vita, che con i propri genitori hanno seguito lezioni musicali interattive, il tutto per sei mesi. I bimbi non solo venivano guidati a produrre da soli dei suoni ritmati, con l’ausilio di strumenti a percussione ad hoc come tamburi, ma anche a cantare loro stessi. Inoltre, nelle stesse lezioni venivano lasciati liberi di giocare avendo, però, un sottofondo musicale che volendo potevano assecondare loro stessi. Al termine delle lezioni sperimentali, si è visto che praticare attivamente la musica fin da subito aveva aiutato i bimbi a diventare più socievoli e svegli.

    La musica forma il cervello e il carattere dei bambini

    Dopo i sei mesi a suon di musica (sia “passiva” che “attiva”), i bimbi erano diventati più estroversi, oltre ad aver già iniziato a formarsi un proprio gusto musicale. Spiega la dott.ssa Trainer: “Questi piccoli sorridevano più degli altri e sembravano più tranquilli mostrando meno disagio nei confronti di cose e persone che non conoscevano”. Perciò la musica sembra essere utile non solo a livello prettamente cognitivo, ma anche dello sviluppo sociale e comportamentale. Infatti, prosegue la studiosa: “Il nostro ultimo studio mostra come il cervello dei bambini esposto alla musica sia particolarmente plastico non solo quando il piccolo fa le sue prime esperienze alla scuola materna, ma addirittura prima che inizi a camminare e parlare”. I risultati di questa ricerca sono particolarmente interessanti per il loro sviluppo pratico. Infatti non è difficile ricreare in casa una condizione simile a quella delle lezioni musicali interattive dell’Istituto canadese, e se i risultati sono questi, non resta che provare con i propri bimbi!