Morte in culla: cause, età e prevenzione della Sids

Scopriamo le cause, l'età e la prevenzione della Sids per la morte in culla. Si tratta di un disturbo molto diffuso che purtroppo riguarda molti neonati, anche in Italia. E' per questo importante prevenire questo disturbo evitando una serie di comportamenti a rischio.

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    Morte in culla: cause, età e prevenzione della Sids

    Scopriamo le cause della morte in culla, l’età e la prevenzione della Sids. La definizione più cruda e conosciuta della Sids, l’acronimo inglese che sta per Sudden Infant Death Syndrom. Un’eventualità tanto tragica quanto frequente, soprattutto nei paesi industrializzati dove è la prima causa di decesso dei bambini entro il primo anno di vita. Ecco qualche informazione utile sulle cause, su fino a che età si è a rischio, sulla prevenzione, sulle regole per limitare il pericolo di morte in culla dei neonati.

    Quanti casi di Sids in Italia

    Al momento non esistono dati nazionali sull’incidenza della Sids perché manca un sistema di rilevazione omogeneo. Tuttavia sono state fatte nel corso del tempo delle indagini che hanno rilevato un’incidenza media, in Italia, di circa 1-1,5% dei nati vivi, percentuale in declino negli ultimi tempi.

    L’attenzione riposta sul fenomeno ha infatti permesso di prevenirlo più spesso e ad oggi le stime parlano dello 0,5% di casi all’anno, ovvero 250 casi di Sids all’anno.

    Cause

    Purtroppo la Sids è un vero e proprio killer silenzioso che fa numerose piccole, anzi piccolissime, vittime in tutto il mondo. Si tratta del decesso improvviso, non correlato ad altre cause, evidenti o meno visibili, dei bambini sotto l’anno di età.

    Fino a quanti mesi si corre questo rischio? La maggior parte dei casi, statistiche alla mano, interessano i bambini tra il secondo e il quarto mese di vita, sebbene possa presentarsi anche in altri mesi fino all’anno di età.

    Non esistono cause conclamate, ma esistono alcune regole e norme di prevenzione utili. Se possibile meglio allattare il piccolo al seno: secondo gli esperti l’allattamento con il latte materno potrebbe ridurre il rischio di morte in culla di ben il 50%.

    Prevenzione della morte in culla

    Il riposo del piccolo, sia per quanto riguarda il dove sia il come, è fondamentale. Il bambino dovrebbe dormire sulla schiena, con la pancia in su, senza cuscini o peluche, giocattoli o altri elementi nei dintorni.

    Il materasso deve essere su misura per il lettino, cioè nè troppo abbondante né troppo piccolo (che lascia spazi vuoti o aperture rischiose), non gommoso o troppo soffice. Anche le lenzuola e le coperte devono essere a misura di culla o lettino e devono essere ben rimboccate sotto il materasso, per evitare che il bimbo vi sprofondi sotto o vi si perda.

    Meglio evitare di far dormire il bambino nel lettone dei genitori, tra mamma e papà, per non aumentare il rischio che la sua temperatura corporea aumenti troppo (ma anche che sprofondi sotto le coperte).

    Da bandire anche il fumo, sia durante la gravidanza, sia quando c’è il bambino nei paraggi, per non peggiorare la sua capacità respiratoria.

    Attenzione anche alla temperatura. Da sfatare il mito che il piccolo deve stare al caldo. Il bimbo deve essere in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo: la temperatura ideale dovrebbe aggirarsi tra i 18 e i 20 gradi, per garantirgli il microclima perfetto per riposare.

    Infine si consiglia l’uso del succhiotto durante il sonno, raccomandato in alcuni paesi, che può essere proposto al bimbo dopo il primo mese. Meglio però sospenderne l’impiego entro l’anno di vita per evitare che interferisca con la crescita dei primi dentini.

    Morte in culla: i sintomi

    I bambini vittime di morte in culla sono sani e di solito non dimostrano segno di malattia.

    Man mano la pelle del bambino assume un colorito bluastro, le mani e i piedi diventano freddi e subentrano difficoltà a livello respiratorio.

    L’acqua e il sangue si depositano nei polmoni, i vasi che legano i polmoni al flusso di sangue subiscono spasmi.

    Sids e Vaccini

    Sids e vaccini sono correlati? Il famoso caso di una bimba di 2 mesi morta in culla a Torino il giorno dopo il vaccino aveva sollevato il quesito. Tuttavia molti studi a livello internazionale condotti in materia hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra la vaccinazione e la Sids.

    Il rapporto di causa effetto è da escludere, come ha sottolineato l’Aifa, e la questione non deve suscitare allarmismi. Il fatto che alcuni bambini muoiano di Sids poco dopo i vaccini è un caso. Senza contare che il picco di casi di Sids si verifica solitamente tra i 2 e i 4 mesi quando i vaccini sono solo agli inizi.

    Addirittura alcune ricerche affermano che la vaccinazione riduca il rischio di Sids. Per esempio uno studio basato sui dati del Centro per il Controllo della Malattie statunitense (CDC) ha evidenziato che l’aumento dei vaccini per difterite-tetano-pertosse nel periodo compreso tra il 1968 e il 2009 si era contraddistinto per una riduzione della mortalità dovuta alla Sids.