Morte in culla: c’è una nuova ipotesi
Ascoltare che il proprio bimbo respiri, che si addormenti tranquillo e che non abbia sofferenze. Per questo spesso lo si tiene anche nel lettone. È un po’ l’incubo di tutte le mamme, terrorizzate della morte in culla o SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante). Purtroppo è più frequente di quanto non si creda perché colpisce circa 1 neonato ogni 1000 e avviene tra i 2 e i 4 mesi, quando ormai le preoccupazioni e le ansie si sono un po’ calmate. Questa sindrome è sempre allo studio ed è emersa una nuova ipotesi: si crede che un’anomalia nel battito cardiaco possa essere una causa.
I ricercatori francesi sostengono di aver individuato un’anomalia riguardante la regolazione del battito cardiaco in alcuni neonati vittime della SIDS. Questa anomalia, fa sì che il cuore rallenti fino a fermarsi del tutto.
I questo studio si è scoperta la presenza la presenza di una sostanza prodotta dal nervo cardiaco, detta acetilcolina. Questa sostanza controlla la frequenza cardiaca ed è stata trovata in grandi quantità nel cuore di alcuni bambini morti per SIDS. «Questa ricerca potrebbe aiutare a spiegare perché alcuni bambini sono particolarmente vulnerabili», spiega il ricercatore Bousquet, ricordando tuttavia che ulteriori ricerche sono necessarie per capire meglio questa anomalia.
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