Montata lattea: sintomi, dolore e cosa fare se è in ritardo

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    Montata lattea

    La montata lattea è il primo afflusso di latte prodotto dalle ghiandole mammarie che avviene nella maggioranza dei casi entro i primi sette giorni dalla nascita del bimbo. In questa fase il colostro si trasforma progressivamente in latte maturo, più ricco di grassi e meno di proteine e sali minerali, che può essere da subito abbondante o scarso a seconda dei casi. Scopriamo quali sono i sintomi, il dolore e cosa fare se è in ritardo.

    Sintomi

    I sintomi che preannunciano l’arrivo del latte sono piuttosto chiari. Seno turgido, tesa e più calda la cute, si definiscono maggiormente le venature sotto pelle e, soprattutto, con una semplice pressione sul capezzolo il latte potrà fuoriuscire senza difficoltà. Si riscontra inoltre un considerevole aumento di volume del seno, accompagnato spesso da calore e una sensazione di fastidio e in taluni casi persino brividi, mal di testa e febbre.

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    Dolore e cosa fare se è in ritardo

    Le mamme si preoccupano spesso se la montata lattea arriva in ritardo perché temono di non essere in grado di allattare il proprio bimbo. In realtà esiste una certa oscillazione a proposito dei tempi, alcune mamme producono il latte subito dopo aver partorito, altre hanno bisogno di qualche giorno in più. Insomma, un seno più “pigro” va un pochino stimolato. Come? Per favorire la montata lattea, anche dopo il cesareo, non c’è metodo migliore che attaccare da subito il bebè al seno, in pratica già dalle prime ore di vita. Infatti, nel lasso di tempo che intercorre tra il parto e la produzione del latte vero e proprio, le ghiandole mammarie secernono un liquido denso e giallastro chiamato colostro, di composizione più povera rispetto al latte maturo, ma già adatto a nutrire il bebè nei primi giorni dalla nascita. Sarà la suzione del colostro da parte del neonato che accelererà anche la produzione del latte favorendo l’allattamento naturale. Per stimolare la produzione di latte è possibile altrimenti ricorrere a tiralatte manuali o elettrici, che aiuteranno la neomamma a svuotare il seno onde evitare spiacevoli conseguenze.

    Se la montata lattea dovesse provocare dolore, si consiglia di bere abbondante acqua, allattare con un seno per volta ad ogni poppata, indossare indumenti di cotone o lana e utilizzare delle coppette assorbilatte. Può essere utile applicare una garza di cotone imbevuta in olio di mandorle o con lo stesso olio massaggiare i capezzoli con movimenti circolari. Per evitare i dolori ai capezzoli e un eventuale ingorgo mammario, ragadi al seno durante l’allattamento o una pericolosa mastite è altresì fondamentale allattare nella posizione corretta in modo che il bambino prenda in bocca non solo il capezzolo ma tutta l’areola. Impacchi caldi e massaggi all’olio di geranio rosato o alla lavanda prima dell’allattamento sono rimedi naturali che contribuiranno ad alleviare i sintomi più fastidiosi, impacchi freddi sono invece consigliati subito dopo la poppata.