Mirò, morto a due anni per overdose da metadone

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    Mirò morto per overdose da metadone

    Il piccolo Mirò, morto a due anni per overdose da metadone. È questa la triste realtà, emersa grazie agli esami tossicologici, sulla scomparsa del bimbo genovese dell’ottobre scorso. Indiziati, come responsabili del decesso, la madre del bambino e il suo fidanzato convivente. Smentite tutte le prime ipotesi sulle cause della morte, dalla meningite fulminante alla malformazione cardiaca, a distanza di sei mesi, si è scoperta la tragica verità.

    Mirò è stato trovato privo di vita nel suo letto, sei mesi fa, il 31 ottobre 2013, a Bargagli, nell’entroterra genovese. La madre l’ha trovato privo di sensi, steso nel suo letto, ha tentato di rianimarlo, senza fortuna, ha chiamato disperata il 118, ma all’arrivo nella villetta i sanitari non hanno potuto fare altro che accertare il decesso del bimbo. E da lì cominciano le indagini, si fanno le prime ipotesi su quella morte avvenuta in circostanze sospette. Si parla di meningite fulminante, poi di una malformazione cardiaca e, ora, sei mesi dopo, è emersa la verità più triste, che getta l’ombra della colpevolezza più atroce sulla madre del piccolo e sul suo fidanzato convivente.

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    Il verdetto è stato affidato all’esito dei test tossicologici, secondo cui la morte di Mirò è imputabile a “un’incongrua assunzione di sostanze stupefacenti”. In particolare, si tratta di overdose di metadone, la sostanza somministrata ai tossicodipendenti per disintossicarsi. Al piccolo, secondo le ipotesi degli inquirenti, sarebbe stato dato il metadone per smettere di piangere, per stare più tranquillo.

    Fortemente indiziati, come possibili responsabili, la mamma di Mirò e il suo compagno, entrambi tossicodipendenti e in cura presso l’Asl.