Metodo Montessori e Steiner: quali sono le differenze e i punti simili

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    Metodo Montessori e Steiner: quali sono le differenze e i punti simili

    Il metodo Montessori e il metodo Steiner, rispettivamente concepiti dall’educatrice Maria Montessori e dall’antroposofo e filosofo Rudolf Steiner, sono ormai noti al grande pubblico, complice la diffusione di scuole che propongono su tutto il territorio questi approcci educativi alternativi. Ma sussistono sicuramente delle differenze tra i due metodi, non sempre chiare. Si tende infatti a considerarli simili visto che in entrambi viene valorizzata la libertà e lo sviluppo naturale del bambino, evitando forzature esterne. Ogni bimbo viene considerato più che un semplice contenitore vuoto a cui impartire compiti, nozioni o da punire se non li esegue correttamente, tuttavia la filosofia che muove le due scuole è diversa. Ecco allora quali sono le differenze e i punti simili del metodo montessoriano e steineriano.

    Somiglianze

    Entrambi i metodi riconoscono ai bambini un valore immenso e, a differenza delle scuole classiche, si pongono l’obiettivo di individuare il potenziale insito in ogni bimbo e farlo brillare, uscire allo scoperto, riconoscendo nella pedagogia il miglior metodo per migliorare la società. Quindi i bambini non vengono considerati semplici alunni a cui insegnare nozioni e altre cose, ma individui completi, da rispettare nella loro interezza, e da valorizzare in base ai talenti personali, che ognuno possiede. La libertà è una componente fondamentale sia nelle scuole Montessori che steineriane, tant’è vero che in entrambe i classici voti sono banditi poiché considerati dannosi per lo sviluppo sano del piccolo. Un altro aspetto importante è rappresentanto dall’ambiente, che dev’essere a misura di bambino, evitando l’utilizzo delle tradizionali cattedre perché l’insegnante ha il compito di accompagnare i bimbi, non punirli o giudicarli dall’alto del suo trono. L’arredamento ne risente ed è concepito affinché i bambini possano sentirsi a loro agio e avere tutto a portata di mano. Entrambi i metodi incoraggiano inoltre lo sviluppo naturale del bambino sebbene le filosofie che li muovono siano sostanzialmente diverse.

    Differenze

    Se nelle scuole Montessori l’apprendimento rimane di fondamentale importanza, nelle scuole Waldorf di Steiner è l’immaginazione ad avere la meglio, tant’è vero che scrittura e lettura non vengono insegnate subito, come accade di norma, ma dopo i 7 anni, età giusta, a parere dell’antroposofo, per iniziare ad apprenderle. Nelle Case dei Bambini Montessori è invece a partire dai 3 anni di età che il bambino inizia a familiarizzare con la scrittura e i numeri, per poi proseguire nell’apprendimento in base al proprio interesse. L’insegnante in questo caso funge da guida, concedendo tuttavia al piccolo la possibilità di scegliere a cosa interessarsi. Non dà voti ma aiuta il piccolo ad acquisire le abilità nei settori di interesse per poi passare ad altro.

    Sebbene l’arredamento in entrambi i metodi educativi sia a misura di bambino, nelle scuole steineriane tutto è finalizzato allo sviluppo della creatività e dell’immaginazione. Ecco che allora i giocattoli, come i mobili, sono concepiti per poter essere trasformati a piacere, mentre nelle scuole montessoriane questo non accade. I materiali infatti vanno utilizzati solo a uno scopo. Arte e lavori manuali come cucito, lavorazione di legno, fabbricazione di carta e sculture sono fondamentali nel metodo Waldorf così come la musica e la danza. Perché? Perché Steiner era convinto che l’aspetto pratico fosse fondamentale per chiunque avesse voluto investigare i misteri del mondo. Le scuole Waldorf aboliscono inoltre l’uso di strumenti tecnologici per quanto concerne i bambini, preferendo di gran lunga il gioco al’aria aperta.

    Se nelle scuole Montessori l’ordine riveste molta importanza e i bambini sono incoraggiati a sistemare gli oggetti o i giochi dopo il loro impiego per sviluppare l’autodisciplina, nelle scuole steineriane c’è maggiore libertà da questo punto di vista. I bambini possono infatti salire sui tavoli, accattastare sedie come gli pare, in modo che la loro creatività sia libera di esprimersi. Questa è una sostanziale differenza tra i due metodi perché se il metodo Montessori tende a voler tenere il bambino con i piedi per terra, è in un certo senso più pratico, il metodo di Steiner, pur incoraggiando lavori di tipo manuale, concede ampia libertà di movimento, lasciando che i piccoli vivano in un mondo fiabesco, quasi surreale, senza preoccuparsi che imparino a distinguere le due realtà fin da subito. Gli insegnanti intervengono meno e agiscono più che altro come modelli da cui prendere ispirazione. I bambini, a differenza delle scuole montessoriane, sono quindi liberi di accedere ai diversi materiali di gioco, trasformali, manipolarli a piacimento. Un’altra caratteristica delle scuole steineriane è l’importanza data alle abitudini, i bambini infatti seguono ritmi precisi e i genitori, a loro volta, vengono coinvolti direttamente, invitati a partecipare a numerose iniziative e ad essere attivi a livello scolastico, in un reciproco scambio.