Maternità surrogata: cos’è e come funziona l’utero in affitto

Cos'è la maternità surrogata e come funziona l'utero in affitto? Scopriamo insieme di cosa si tratta, in quali paesi è legale e quali sono pro e contro di questa pratica che suscita in tutto il mondo accesi dibattiti. E' giusta o no? In cosa consiste esattamente? Scopriamolo insieme.

da , il

    Maternità surrogata: cos’è e come funziona l’utero in affitto

    Cos’è la maternità surrogata e come funziona l’utero in affitto? Un embrione consegnato da una coppia committente viene impiantato in una donna, che deve consegnare il bambino non appena partorito. La donna in alcuni paesi può ricevere un compenso, in altri invece è vietato e lo può fare solo per altruismo. Le coppie che oggi ricorrono all‘utero in affitto sono quelle che per varie ragioni non possono avere figli. In Italia la maternità surrogata è una pratica vietata dalla legge, considerata reato che può essere punito con la reclusione fino a 2 anni e con una multa fino a un milione di euro.

    Cos’è la maternità surrogata

    Come funziona l’utero in affitto o maternità surrogata? Partiamo dal termine, surrogata, il cui significato letterale è “che sostituisce o può sostituire qualcos’altro. Difatti la surrogazione di maternità comporta che una donna porti in grembo il bambino di una coppia eterosessuale o omosessuale o di un singolo individuo committente. La donna che provvede alla gestazione viene chiamata madre portante, ed essa è obbligata a consegnare il bambino una volta nato ai committenti.

    La fecondazione può avvenire in varie modalità: con spermatozoo (gamete) e ovuli della copia sterile o di donatori tramite il cosiddetto concepimento in vitro.

    Utero in affitto: dove è legale

    La giurisdizione in materia cambia a seconda dei paesi, alcuni dei quali ne vietano per esempio la forma commerciate, ovvero su pagamento. Partiamo dalla Grecia che ha legalizzato la pratica nel 2002, consentendola però solo a donne che non possono in alcun modo avere una gravidanza autonoma.

    In India è legale e i costi della maternità surrogata si aggirano tra i 20.000 e i 40.000 dollari. Però dal 2013 le coppie omosessuali, i single stranieri e le coppie provenienti da paesi in cui è considerata reato, non possono ricorrervi.

    In Russia la maternità surrogata è legale, inclusa quella commerciale che prevede un compenso alla madre biologica. Vi possono ricorrere tutti i maggiorenni. Anche gli stranieri godono dei medesimi diritti dei russi per quanto riguarda questa pratica e ricevono il certificato di nascita russo.

    In Spagna c’è la possibilità di prendere in affidamento un bambino nato da surrogazione di maternità se si hanno alcuni requisiti.

    In Ucraina la maternità surrogata è legale, inclusa quella commerciale, e non a caso è una delle mete più gettonate da parte delle coppie italiane che vogliono avere figli in questo modo, anche perché i costi sono molto contenuti.

    Negli USA la maternità surrogata è legale in 8 stati, il primo dei quali ad averla regolamentata è stato la California.

    In Europa è illegale ovunque tranne che in Irlanda, in Inghilterra, Olanda, Belgio, Danimarca, Grecia, Ucraina e Finlandia.

    Nel febbraio del 2016 a Parigi si è svolto un convegno organizzato dalle associazioni femministe francesi, in cui si è chiesta l’abolizione universale della surrogazione di maternità. Il convegno ha visto in prima linea molto ricercatori, medici e attivisti per i diritti umani, convinti che si tratti di una pratica disumanizzante. Al momento tuttavia non sono state prese decisioni definitive in merito.

    Madre surrogata in Italia

    In Italia l’utero in affitto non è legale, tuttavia molte coppie italiane vi ricorrono all’estero e in questo caso non vengono sanzionate perché i giudici italiani non possono dichiarare illegate un reato commesso altrove.

    Tuttavia il problema si pone al rientro in Italia quando bisogna far riconoscere il bambino come proprio figlio. Le norme italiane non sono chiare al riguardo e per questo è capitato che alcune famiglie si siano rivolte alla magistratura per il riconoscimento dei figli, ottenendo risposte varie a seconda dei soggetti coinvolti.

    Se a ricorrere alla maternità surrogata sono coppie omosessuali, il bambino all’ufficio di stato civile viene registrato come figlio del padre biologico. L’altro genitore non è riconosciuto.

    Maternità surrogata: pro e contro

    Il dibattito sulla maternità surrogata è sempre aperto e il fatto che le leggi cambino di paese in paese dimostrano che c’è ancora incertezza sull’argomento. Come altri temi di bioetica, anche questo suscita perplessità.

    Coloro che approvano l’utero in affitto generalmente affermano che comporti vantaggi in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’infertilità, rispondendo a una richiesta di maggiore natalità. C’è poi chi porta in causa il diritto di chiunque alla genitorialità e il diritto alla libertà di scelta.

    I contro riguardano più fronti: dalla dignità della persona, che verrebbe violata con la maternità surrogata perché il bambino diventa una proprietà di scambio, alla lesione del diritto alla maternità della madre surrogata, il cui corpo secondo alcuni risulterebbe mercificato, specialmente quando la gestante viene compensata in denaro.