Maternità e lavoro: in Italia lavora solo una mamma su due, senza aiuti

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    La situazione lavorativa delle mamme italiane è sempre più preoccupante. Spesso, anzi, troppo spesso, le donne sono costrette a scegliere tra il lavoro e la maternità: le politiche per le madri lavoratrici in Italia sono ancora molto carenti. Anche i dati recentemente diffusi da Eurostat, non fanno altro che aumentare la preoccupazione per la condizione della donna nel nostro paese. Forse, semplicemente, guardando alle nazioni con le migliori politiche per favorire il lavoro delle mamme (soprattutto i paesi del nord) potremmo trovare risposta ai tanti problemi di madri costrette magari a rimandare o a rinunciare ad un figlio per non perdere il lavoro.

    Sono appunto stati diramati i dati Eurostat relativi al lavoro femminile nei 27 Paesi della UE: l’Italia, insieme a Malta, è all’ultimo posto. Solo il 59% (media UE 71,3%, 78% in Francia), delle donne tra i 25 e i 54 anni con un solo figlio, in Italia ha un’occupazione. Delle donne con due figli solo il 54,1% (media UE 69,2%, Finlandia 83,2%, Slovenia 89,1%) e con tre figli o più il 41,3%.

    Poca elasticità delle aziende, pochissimi asili nido e con rette altissime e liste d’attesa di anni: ecco i problemi principali dell’Italia. Solo per fare qualche esempio, nazioni come il Belgio e la Slovenia hanno invece una impressionante diffusione di asili nido a prezzi economici.

    Ma anche nazioni come Irlanda, Spagna e Grecia fanno meglio di noi. C’è però un dato che fa riflettere, ed in questo caso non esistono discriminazioni da nazione a nazione: ovunque le donne lavorano meno dell’uomo. C’è evidentemente ancor molto da fare.

    Domani è l’8 marzo, la festa della donna, e tutti dovremo ricordarci che il lavoro è un diritto inalienabile e che la maternità non dovrebbe essere considerata come una cosa discriminante.