Maternità e lavoro: ecco a chi rivolgersi

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    Scegliere di avere un bambino e conservare il proprio posto di lavoro non dovrebbe essere un problema in Italia. È bene però avere le idee chiare e conoscere la legge, per tutelare i propri diritti. Prima di tutto c’è il divieto di licenziamento, dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di 1 anno di età del bambino, ovviamente è necessario dimostrare la propria gravidanza con un certificato medico il prima possibile. Inoltre, le mamme (anche dopo il parto fino al 7 mese) sono esonerate dai lavori più pesanti, conservando però il proprio posto, la qualifica e la retribuzione. Quindi non fatevi problemi in questa fase della vita a chiedere al vostro responsabile mansioni magari diverse dal solito.

    • A chi rivolgersi?
    • Andate dal vostro medico o dal ginecologo e verificate la vostra gravidanza con un certificato medico. Questo è il primo passo da fare. Ricordo che la legge prevede che le signore stiano a casa durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi. L’astensione obbligatoria post-partum è stata estesa anche al padre lavoratore nel caso in cui l’assistenza della madre al neonato sia diventata impossibile per decesso o grave infermità. Ovviamente per usufruire di questo diritto la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro e all’INPS (o all’Ente presso cui è assicurata) i seguenti documenti: la domanda di corresponsione dell’indennità di maternità, con la precisazione della data di inizio dell’astensione obbligatoria, come prevista dall’articolo 15 della legge n.1204/71 e successive modificazioni e il certificato medico di gravidanza redatto su apposito modulo in dotazione alla ASL indicante, fra l’altro, il mese di gestazione (alla data della visita) e la data presunta del parto.

      donna incinta prende pillole

    • Parto prematuro
    • Nel caso di parto prematuro si possono aggiungere ai 3 mesi post-partum i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, nel limite massimo di 5 mesi, a condizione che ci sia stata comunque effettiva astensione dal lavoro. La mamma deve presentare entro 30 giorni dalla data del parto il certificato attestante la data dell’evento.

      astensione

    • Gravidanza a rischio
    • Possono esserci delle complicazioni durante la gravidanza. In questo caso avete diritto all’astensione anticipata. Dovete però formulare istanza alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, allegare alla domanda il certificato medico, rilasciato da uno specialista dell’ASL, l’istanza dovrà essere corredata dalle generalità dell’interessata, la data presunta del parto, il mese di gravidanza, la motivazione (diagnosi) attestante lo stato di rischio e il periodo esatto di astensione anticipata che intende usufruire (prognosi del medico), la denominazione esatta e la sede dell’azienda dove presta l’attività lavorativa. Una volta svolta la pratica, la Direzione Provinciale del Lavoro, emanerà provvedimento di autorizzazione entro 7 giorni dall’istanza completa della lavoratrice.

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    • Contratto a termine
    • Se siete assunte con un contratto a termine, come capita a tante giovani donne, sappiate che l’ astensione obbligatoria compete solo nel caso in cui l’interessata entri in astensione entro il 60° giorno dalla data di cessazione del rapporto a termine. Dopo, non vi spetta nulla. Mi raccomando: potete anche far richiesta per informazione all’ufficio del personale della vostra azienda.

      congedo per adozione

    • Adozione
    • I lavoratori che decidono di prendere con loro bambini fino a 6 anni per adozioni nazionali e superiori a 6 anni per quelle internazionali, possono fruire dell’astensione obbligatoria e dell’indennità conseguente nei 3 mesi successivi all’ingresso del bambino in famiglia.