Maternità, “dimissioni bianche” per le donne che aspettano un bambino

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    Il periodo della maternità è un momento molto delicato e dovrebbe essere vissuto in piena serenità, senza stress e senza preoccupazioni. Purtroppo però in Italia questo è un lusso per poche signore. Stavolta non parliamo dello stress e delle ansie che si vivono nell’attesa di avere un bambino, magari perché non ci si sente all’altezza del proprio ruolo, ma delle tensioni esterne, come quelle che si soffrono sul lavoro. Sono circa 800 mila le madri che hanno dichiarato di essere state licenziate o messe nelle condizioni di doversene andare a seguito di una gravidanza.

    È un dato vergognoso che, tra l’altro, corrisponde all’8,7% delle donne che lavorano. Questa è la fotografia scattata dal “Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010”. È emerso che l’occupazione femminile è stabile, ma peggiora la qualità del lavoro. Le donne si ritrovano spesso a fare lavori che richiedono una qualifica più bassa rispetto a quella posseduta.

    La cosa peggiore, però, sta proprio nel fatto che il 15% si vede costretta a lasciare il lavoro. Non tutelare le mamme significa non tutelare il futuro del paese, ma ciò che è ancor più grave è che dopo anni di lotte per affermare il diritto alla maternità, esistono ancora le dimissioni bianche.

    Ci sono pochi servizi alla famiglia, spesso bisogna ricorrere a strutture private e costose, a babysitter o nel migliore dei casi ai nonni, che non hanno il diritto di invecchiare. Voi mamme, come fate a destreggiarvi in questa situazione?