Maternità anticipata: cosa fare e a chi rivolgersi

Rischi lavoro gravidanza

Per maternità anticipata si intende la necessità, da parte della futura mamma che svolga un lavoro come dipendente pubblica o libera professionista iscritta alla Gestione separata, di interrompere la sua attività prima dei due mesi canonici precedenti il parto. Per legge, infatti, una donna incinta ha l’obbligo – per la sua salute e quella del bebè – di astenersi dal lavoro dall’inizio dell’ottavo mese di gravidanza alla fine del terzo mese di vita del neonato. Questo, sempre per quanto riguarda le categorie di lavoratrici suddette, alle quali, durante questi cinque mesi, spetta l’intera somma dello stipendio medio.

Ma quali sono le situazioni in cui il congedo di maternità può essere anticipato rispetto a questi tempi? E a chi, la mamma-lavoratrice, deve rivolgersi per poter usufruire di questo diritto? Vediamo di fare chiarezza a proposito di normativa tempi e modulistica.

Maternità anticipata: quando si può chiedere

Rischi lavoro gravidanza

L’informativa di legge relativa all’astensione anticipata dal lavoro, è segnalata nel secondo coma dell’articolo 17 del decreto legislativo 151/01 del Testo unico delle disposizioni legislative a tutela della maternità e della paternità. Questi i casi previsti dal Ministero del Lavoro, nei quali la futura mamma ha diritto a far domanda di congedo anticipato:

  • Problemi di salute e gravidanza a rischio certificata, tale per cui l’attività lavorativa aggraverebbe la sua condizione
  • Ambiente o tipologia di lavoro incompatibili con il buon andamento della gravidanza perchè poco salubri
  • Tipologia di lavoro che esponga la gestante a rischi per la sua salute e quella del bebè: mansioni fisicamente troppo faticose, o esposizione e sostanze nocive o tossiche, e impossibilità di spostare la lavoratrice ad altra mansione più idonea

Maternità anticipata: a chi rivolgersi

Normativa maternità anticipata

Una volta individuati i fattori di rischio che abbiamo visto, per non compromettere il buon esito della gravidanza, la donna in dolce attesa deve fare domanda di congedo anticipato. Ecco come. Deve rivolgersi alla Direzione provinciale del Lavoro competente, richiedere il modulo di richiesta di maternità anticipata e compilare la domanda allegando il certificato di gravidanza e il certificato medico. Quest’ultimo deve essere rilasciato dal proprio ginecologo e deve contenere tutte le informazioni del caso: data del parto, data dell’ultimo ciclo mestruale, problemi relativi alla gravidanza, e rischi per la salute connessi con il lavoro, secondo la casistica succitata. Una volta presentata la domanda, alla futura mamma verrà rilasciata, da parte della Direzione provinciale del Lavoro, una ricevuta in doppia copia, una per la richiedente, e una per il datore di lavoro. Entro una settimana verrà approvata la richiesta.

Maternità anticipata: tempi e retribuzione

Una volta approvata la richiesta di congedo di maternità anticipato, la donna può proseguire con tranquillità il resto della sua gravidanza a casa e a riposo. Ma per quanto? Questi i tempi stabiliti dalla legge. Il congedo inizia da quando in cui viene approvata la richiesta, che può essere in qualsiasi momento della gestazione, se certificato, fino ai 7 mesi dalla nascita del bambino, ovvero dalla data del parto. Questo se persistono le condizioni di insalubrità o pericolosità dell’ambiente lavorativo per la neo mamma. L’usufrutto del congedo di maternità, inoltre, non ha nessuna ripercussione negativa nè sulle ferie maturate, nè, tantomeno, sull’anzianità di servizio. Durante tutto il periodo di tempo in cui la mamma-lavoratrice si astiene dal lavoro, la sua retribuzione sarà pari al 100% del suo salario.
Per maggiori dettagli e modulistica on-line, potete consultare il sito web del Ministero del Lavoro all’indirizzo:
www.lavoro.gov.it

Segui Pour Femme

Mercoledì 22/12/2010 da

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica un commento
Paper Project
Segui PourFemme
Scopri PourFemme
torna su