Mamme casalinghe addio, il 75% delle donne con figli lavora

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    Le mamme casalinghe per anni sono state il pilastro delle famiglie italiane, ma ora qualcosa è cambiato. Non esiste quasi più, soprattutto per ragioni economiche e culturali, il modello di famiglia: lui lavora, lei sta a casa a crescere i piccoli. Secondo un grande studio britannico, che ha raccolto le esperienze di 19mila madri tra il 2000 e il 2002, il 75% delle donne continua a lavorare dopo l’arrivo del primo bebè e la percentuale sale all’80% quando il piccolino ha l’età giusta per andare a scuola.

    Qualcosa è cambiato, possiamo bene dirlo. Oggi le donne hanno titoli di studi più elevati e la necessità di realizzarsi non solo in quanto madri, ma anche come professionisti. Poi, c’è una realtà sempre più schiacciante: la crisi non permette di avere un reddito tale da poter mantenere due o più persone con un solo stipendio.

    I dati raccolti dai ricercatori della University College London, mostrano che il 76% delle donne con entrate medie lavorava quando il bimbo aveva meno di un anno. La percentuale cresce al 78% al quinto compleanno del bambino.

    Ma c’è di più. Si è sempre convinti che una mamma a casa sia la manna di tutti i bambini. Forse è così, ma stando a questo studio non ci sono prove che il comportamento di un bimbo e la sua capacità di relazionarsi con gli altri, fino ai cinque anni, sia danneggiato dall’assenza della madre.