Mamma e papà si separano? Il giudice assegna la casa alla figlia di 4 anni

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    Quando una mamma e un papà si separano, e ci sono figli di mezzo, la prima regola (anche di semplice buon senso), è quella di proteggere proprio i minori, affinché non debbano soffrire e subire traumi oltre il necessario da una situazione già in partenza dolorosa. Come si fa, però, concretamente, a tutelare i bambini in caso di divorzio o di separazione dei genitori? Innanzi tutto, limitando al massimo gli “scombussolamenti”, anche logistici, oltre che psicologici. Ad esempio, cercando di evitare che il piccolo si trasformi in una sorta di pacco postale che i genitori si “rimpallano” l’un l’altro.

    Sembra essere proprio questa la molla che ha spinto un giudice minorile di Trieste, a decidere di assegnare l’abitazione familiare ad una bimba di quattro anni, figlia, per l’appunto, di genitori che avevano chiesto la separazione (ma non erano sposati). La vicenda ha delle connotazioni già viste: una coppia di conviventi si separa, in modo non pacifico, ed entrambi pretendono si veder loro assegnata la casa (di cui sono comproprietari), con figlioletta quattrenne annessa.

    Di solito in casi come questi, specie trattandosi di bimbi molto piccoli, la spunta la mamma, e al papà non resta che cercarsi un altro alloggio, e accontentarsi di vedere il proprio pargolo secondo i criteri stabiliti dal Tribunale (ogni settimana, nei weekend, a mesi alterni, eccetera). Stavolta, però, il giudice, con una sentenza emessa in data 29 febbraio, ha decisamente posto la bambina al centro del contenzioso, facendo sì che siano i suoi genitori a ruotare attorno a lei. In buona sostanza, che cosa accadrà nella vita della piccola triestina?

    Che ogni lunedì inizierà per lei una nuova settimana con il papà o con la mamma, che quindi si alterneranno nella casa e che, durante i sette giorni spettanti loro, dovranno badare alle spese correnti, e contribuire per metà a quelle straordinarie (scuola, palestra ecc.). Inoltre, dovranno anche garantire che la bimba abbia regolari contatti con l’altro genitore.

    Sempre con l’idea di creare un nido confortevole attorno alla bimba, che si discosti il meno possibile da quella che era stata la sua vita precedente (alla separazione), i genitori potranno avvalersi dell’ausilio dei nonni, che potranno entrare in causa alleggerendo il compito della mamma e del papà durante la settimana di “turno”.

    Ecco il testo della sentenza del Tribunale: “La minore viene affidata in modo condiviso ad entrambi i genitori i quali, limitatamente alle decisioni di ordinaria amministrazione e al tempo in cui la figlia è con ciascuno di essi, eserciteranno la potestà separatamente”. A noi sembra davvero una decisione saggia, anche se magari complicata da mettere in pratica. Voi, cosa ne pensate?