Mamma a 40 anni: un libro racconta con ironia le paure delle donne

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Mammina vecchia fa buon brodo

Cosa significa avere un figlio a 40 anni? Ce lo racconta con ironia Anna Magli, nel suo libro Mammina vecchia fa buon brodo (sottotitolo: Avere un figlio a 40 anni e cavarsela alla grande. CentoAutori, 12 euro), un po’ romanzo, un po’ manuale e un po’ autobiografia. Certo, per le vip come Heather Parisi o Monica Bellucci è abbastanza semplice affrontare la situazione tra interviste e copertine, un po’ di meno lo è per le mamme comuni che a 40 anni sono guardate con un misto di pietà e disgusto dalle ragazze più giovani. Lo sa bene Anna Magli, che è addetta stampa al comune di Budrio che ha dovuto combattere contro le critiche di molte persone.

«Ci ho pensato quasi dieci anni prima di scrivere questo libro», spiega, ora che suo figlio Federico Ian ha ormai 11 anni.

Ha cominciato a scrivere alcuni racconti sulla rivista «Confidenze», per cui collaborava: i pezzi sono piaciuti tanto che la direttrice le ha chiesto di scrivere un volumetto, un piccolo libro in cui raccontare la sua vita.

«Quello che ricordo e che scrivo anche sul mio libro è il senso di inadeguatezza a partire dal periodo di gravidanza. Ai corsi pre parto vedevo giovani vestite eleganti che chiedevano cose riguardanti l’estetica, gli eventuali segni eccetera, mentre io facevo solo domande di tipo medico. Il parto poi è stato una comica: visto che ero, come dicono i ginecologi, una primipara attempata, avevo però letto un sacco di libri al riguardo e li costrinsi a un tipo di parto che avevo fatto mio dalle abitudini di una comunità sioux».

E continua: «Alla prima colica gassosa volammo al pronto soccorso, dove ci trattarono da cerebrolesi e ai primi granelli di sabbia ingoiati ci prese un colpo. Al primo pupazzo dei Gormiti volevo assolutamente saperne tutto. Chissà poi perché».

Uno spasso insomma e un libro molto consigliato alle mamme un po’ attempate ma non solo… «Da ansiosa ho imparato che rispettare l’ambiente e non mangiare schifezze fa bene anche a me e ho riscoperto le cose spensierate che facevo quando ero bambina. Dopo tanto tempo credevo fossero seppellite, invece le ho ritrovate tutte», conclude l’autrice.

Mer 14/07/2010 da Francesca Bottini

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