Madri lavoratrici: in tante costrette a stare a casa

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    le madri lasciano il lavoro per i figli

    Essere madri e lavorare. Talvolta sembra una mission impossibile, anche perché siamo assistite da uomini che non si danno molto da fare nell’attività domestica. E così succede sempre più spesso, in caso che i soldi siano sufficienti, che le donne decidano di stare a casa a occuparsi del pargolo: cuore di mamma. In oltre 17mila, infatti, divise tra un’agenda piena di impegni e i pannolini, hanno lasciato il proprio posto di lavoro. Si sono dimesse per maternità. Lo racconta la direzione generale per l’attività ispettiva del ministero del Welfare.

    In molte, alla propria scrivania, o in negozio non tornano proprio: potendo, o stringendo i denti, si preferisce restare a casa (11.327 casi). In più aggiungiamo con i costi assurdi degli asili, magari la mancanza di nonni che possano prendersi cura del pupo e l’elevato costo di baby sitter.

    Le donne hanno dato forfait soprattutto nel mondo del commercio (6.668), quando invece nell’agricoltura si è registrato il calo più basso (118). E meno si ha anzianità lavorativa, più si abbandona: tirano i remi in barca a 26 anni, fino a 35 anni, quando più dovrebbero/vorrebbero navigare.