Lutto perinatale: cos’è, quali sono i sintomi e come si cura

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    Cos’è il lutto perinatale? Quali sono i sintomi e come si cura? Il lutto perinatale, a differenza del lutto prenatale che riguarda l’intera gravidanza, è la perdita di un bambino nel periodo compreso tra l’ultimo trimestre e le settimane immediatamente successive alla nascita. Una tipologia di lutto particolarmente insidiosa, tant’è che ad oggi l’argomento è scarsamente affrontato sia dagli studiosi che dagli operatori socio-sanitari. Ma quali sono i sintomi che lo contraddistinguono e come si cura?

    Cos’è

    Il lutto perinatale avviene nell’ultimo trimestre di gravidanza o subito dopo la nascita del bambino, quando ormai è maturato da parte della madre e dell’intera famiglia un legame di attaccamento nei suoi confronti. Per questo si tratta di una perdita particolarmente insidiosa dal punto di vista emotivo, con gravi conseguenze per l’intero nucleo familiare. Senza contare che se ne parla pochissimo e gli stessi operatori socio-sanitari mantengono un atteggiamento di riserbo, a volte eccessivo. Difatti la prassi consiste nell’eliminare il più velocemente possibile le tracce della morte, così da rimuovere questa esperienza dolorosa simulando che non sia mai accaduta. Ma questo atteggiamento è di per sé discutibile, non consentendo alla madre e all’intera famiglia di condividere e sfogare col mondo circostante la propria sofferenza.

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    Sintomi

    I sintomi del lutto perinatale sono molto simili a quelli di una qualunque esperienza di morte, ma nella madre il dolore risulta particolarmente accentuato nei giorni immediatamente successivi al parto, quando il suo corpo è pronto all’allattamento. In questa fase la donna potrebbe sviluppare un atteggiamento di rifiuto nei confronti del proprio corpo, desiderare l’isolamento dalle altre madri e sentirsi profondamente inadeguata.

    Tra i sintomi psicologici più frequenti si annoverano sensi di colpa, timore di impazzire o di non riuscire a sopportare il carico di sofferenza, sensazioni di vuoto, apatia, angoscia e talvolta iperattività per allontanarsi in modo indiretto dal dolore. Nei casi più gravi si prova la sensazione di vivere in una realtà parallela, affrontando i doveri quotidiani con un atteggiamento distaccato e robotico. Ma il dolore non abbatte solo la madre, bensì anche la figura paterna, che solitamente reagisce chiudendosi in se stessa o trovando valvole di sfogo esterne, come il gioco d’azzardo, l’abuso di alcol e altro genere di dipendenze che subentrano dopo il lutto. C’è anche chi accusa per anni disturbi post-traumatici da stress come paure immotivate e strani flashback.

    Cure

    Non esistono al momento cure vere e proprie per questo genere di lutto, ma è di fondamentale importanza che gli operatori socio-sanitari affrontino con maturità questo evento, supportando emotivamente i genitori che hanno subito la perdita. Un atteggiamento di chiusura e di rimozione ostacola in realtà l’elaborazione del lutto, processo indispensabile affinché la famiglia possa superare il dolore.

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