Scoperta l’identità dell’italiana costretta a partorire in Gran Bretagna

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    Il settimanale Panorama ha rivelato l’identità della donna italiana, costretta nel 2012 a partorire in un ospedale psichiatrico inglese. Il suo nome è Alessandra Pacchieri, 35enne di Chiusi, mamma di altre due bambine, al momento affidate alla nonna materna.

    L’appello disperato di Alessandra Pacchieri per riavere la figlia

    “Rivoglio mia figlia, soffro come un animale. Mi hanno costretto a fare il cesareo, senza dirmi niente. Il giorno del parto pensavo che mi stessero solo spostando da una stanza all’altra, mentre io dicevo che volevo tornare in Italia. Poi sono stata sedata. E quando mi sono svegliata lei non c’era più. Me l’hanno presa”. Sono queste le dichiarazioni shock della mamma italiana, attualmente badante presso una famiglia di anziani, che ha denunciato di essere stata costretta a partorire nel 2012 in un ospedale della Gran Bretagna. La donna spiega che le autorità inglesi non hanno voluto dare la neonata in affidamento nemmeno alla zia paterna e al padre naturale, entrambi disposti a prendersene cura. Il caso rimane aperto…

    Londra: italiana costretta a partorire, neonata affidata ai servizi sociali inglesi

    2/12/2013

    Una vicenda che ha dell’incredibile quella della donna italiana che 15 mesi fa, durante un viaggio di lavoro a Londra, è stata costretta a partorire tramite cesareo, su autorizzazione di un giudice inglese. La neonata è stata immediatamente affidata ai servizi sociali britannici senza interpellare la neo-mamma, vittima da tempo di sindrome bipolare.

    A rivelare com’è andata la storia shock è stato il Sunday Telegraph: l’italiana era a Londra per partecipare a un corso di formazione della compagnia aerea Ryanair presso l’aeroporto di Stansted, presa dal panico per aver perso i passaporti delle sue due figlie, avrebbe contattato in uno stato di estrema agitazione la polizia locale. E’ a questo punto che la vicenda si fa oscura, secondo quanto riportato la donna sarebbe stata sedata e forzata al parto cesareo, come era accaduto tempo fa anche a Treviso, non in un normale ospedale, bensì in una struttura psichiatrica. La neonata le è stata tolta subito dopo il parto per essere affidata ai servizi sociali inglesi, senza interpellare peraltro eventuali familiari nè i servizi sociali italiani. La donna, dopo aver ripreso le cure farmacologiche momentaneamente interrotte, avrebbe deciso di tornare a Londra con l’intento di farsi restituire la figlia, peccato che la concessione le sia stata irrimediabilmente negata. E’ così iniziato un conflitto giudiziario tra Italia e Gran Bretagna, al momento irrisolto. “Come mai il bebè è stato allontanato dalla madre?”, “Perchè non è stato interpellato nessuno prima di procedere al parto cesareo?”, queste le domande che si pongono i difensori della donna, ma la verità sull’inquietante vicenda rimane un mistero. Peccato che a farne le spese sia la piccola innocente, per ora ancora destinata all’adozione piuttosto che alle braccia di mamma!